L'influenza fa male all'economia: persi finora 144 milioni di euro. Arriva il picco, a letto 3 milioni di italiani

Sabato, 5 febbraio 2011 - 11:00:00



Mal di testa, dolori diffusi, raffreddore, mal di gola, tosse, disturbi gastrointestinali e chi più ne ha più ne metta. I sintomi dell’influenza stagionale sono ben conosciuti a tutti perché tutti, prima o poi, hanno avuto a che fare con i virus che, di anno in anno, portano l’epidemia in giro per il mondo.

PERSI 114 MILIONI - Stando ai più recenti dati disponibili gli italiani costretti a letto sono stati, all’incirca 2 milioni e 800 mila. Ma siamo vicini al picco e quindi la cifra potrebbe facilmente aumentare. E di conseguenza aumenteranno anche i costi per l’economia nazionale che, finora, ha già perso una cifra assai vicina ai 144 milioni di euro. A fare questa particolare stima delle conseguenze dell’epidemia influenzale, è stata la Camera di Commercio di Milano che si è servita, per fare i conti al virus, di dati Istat e del ministero della Salute (prendendo a parametro un’incidenza del virus uguale nelle diverse province).

IL TRIPO DELLO SCORSO ANNO - In sostanza il sistema economico in questo lasso di tempo, avrebbe perso a causa della malattia, più di 2 milioni e 300 mila giorni. Per determinare questo dato gli esperti della Camera di commercio milanese ha preso in considerazione sia i lavoratori che gli imprenditori e lavoratori, calcolando una media di tre giorni di convalescenza pro capite, escludendo ovviamente il costo del fine settimana. E si è scoperto così che la cifra segnalata (144 milioni di euro) ha già superato quella dello scorso anno: i milioni di euro persi in più rispetto alla stagione influenzale 2008-2009, sono infatti 55.

MILANO LA PIU' COLPITA - Nel disaggregare i dati generali riferiti a tutta Italia spicca la classifica delle province più colpite: in testa troviamo Milano con oltre 12 milioni di euro e 178 mila giorni di malattia; al secondo posto Roma con 10 milioni e 400 mila euro e 167 mila giorni persi. Terzo gradino del “podio” per Torino (5,9 milioni di euro per 95 mila giorni) seguita da Napoli (5,4 milioni di euro) e Brescia (3,6 milioni di euro). Tra le prime 10 città italiane troviamo Bari, Bergamo, Bologna, Firenze e Verona, tutte con più di 2 milioni di euro di costi.

ECCO IL PICCO, A LETTO 3 MILIONI DI ITALIANI -E il peggio sta per arrivare e l'economia continuerà a perdere. Siamo vicinissimi al picco che sarà superiore alle ultime stagioni: nell'ultima settimana, secondo il rapporto Influnet dell'Istituto Superiore di Sanità, oltre 600.000 italiani si sono ammalati, e dall'inizio dell'epidemia sono quasi tre milioni costretti a letto con febbre, raffreddore e dolori articolari. Gran parte dei casi, oltre il 70%, riguarda il ceppo dell'influenza A, gli altri sono la 'classica' influenza stagionale.

Nell'ultima settimana monitorata, dal 24 al 30 gennaio, l'incidenza è pari a 10,07 casi ogni mille assistiti, pari a 604.000 persone, contro gli 8,05 casi per mille della settimana precedente. L'aumento maggiore si osserva tra i bambini: nella fascia di età 0-4 anni l'incidenza è pari a 29,79 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni l'incidenza è pari a 25,39, nella fascia 15-64 anni a 7,06 e tra gli individui di età pari a 65 anni e oltre a 1,81 casi per mille assistiti.

Si osserva, si legge nel rapporto, un forte aumento dell'incidenza nelle fasce di età pediatriche mentre nei giovani adulti e negli ultrasessantaquattrenni l'incidenza rimane pressochè stabile. "Siamo vicini al picco - spiega Gianni Rezza, epidemiologo dell'Iss - e la prossima settimana potremmo arrivare, secondo i modelli previsionali, anche a 12 casi per mille, che sarebbe un dato alto, vicino a quello della scorsa stagione, quella dell'influenza A. D'altra parte quest'anno circolano due virus, l'H1N1 e il virus B, responsabile del 20-30% dei casi. L'incidenza è molto alta soprattutto tra gli under 14, favorita a gennaio dalla riapertura delle scuole".

Nell'ultima settimana la regione più colpita è stata le Marche, con 23,70 casi per mille, seguita dall'Abruzzo con 16,80 e dalla Campania con 16,56. Tra le regioni più 'immuni', la Sicilia con 6,10 casi per mille, il Molise con 5,09, la Val d'Aosta con 4,66

 


 

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