Influenza A, i morti salgono a 11. Due bimbi sono gravi

Venerdì, 30 ottobre 2009 - 09:35:00

Napoli influenza 2

L'influenza A inizia a preoccupare sul serio, nonostante le rassicurazioni Salgono a 11 i decessi di persone che avevano contratto il virus A/h1n1 in pochissimi giorni: ben cinque negli ultimi due, quattro nella sola giornata di giovedì (tutti a Napoli). Decessi che portano a 11 il numero dei morti in Italia, il Paese che, ha detto il viceministro della salute Ferruccio Fazio, ha in percentuale il  maggior numero di casi di infezione da H1n1, circa 380 per 100 mila abitanti: la stessa cifra della Spagna. Più che in Francia e Gb.

Va anche detto che i decessi riguardano persone il cui quadro clinico era già compromesso e quindi il virus può considerarsi una concausa della morte. A Napoli, città che ha  registrato negli ultimi giorni quattro morti che si aggiungono ad un caso di decesso del settembre scorso, è morto mercoledì un pensionato. Giovedì nel capoluogo campano è morto un settantreenne medico: la stessa professione esercitata da un cinquantacinquenne deceduto martedi', dopo che aveva da poco portato a termine un intervento chirurgico su un paziente.

E sempre a Napoli è morto un detenuto condannato all'ergastolo, le cui condizioni di salute avevano consigliato il ricovero all'ospedale Cotugno. La morte del detenuto ha spinto l'assessorato alla Sanità a disporre la vaccinazione degli agenti di polizia penitenziaria e della popolazione carceraria campana in condizioni a rischio secondo i parametri del
ministero.

Ed ancora giovedì, nella giornata nera in cui è stato in pratica raddoppiato il numero dei decessi fino ad ora registrati, è stata resa nota la morte, risalente a giovedì pomeriggio, di una donna di 43 anni ricoverata all'Ospedale Infermi di Rimini per problemi respiratori. Soffriva per obesità ed era ricoverata da una decina di giorni per problemi legati al sistema respiratorio.

DUE BIMBI IN TERAPIA INTENSIVA - Due bambini tra gli 8 e i 10 anni sono ricoverati nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Umberto I di Roma, dopo aver contratto il virus dell'influenza A. Secondo quanto si apprende da fonti sanitarie un altro bambino di circa 10 anni presenta sintomi da influenza A e ora è ricoverato nel reparto di pediatria del nosocomio romano.

IL CAOS DEI VACCINI - Ma il vero problema di questa inflienza sembra il vaccino. In base alle regione in cui si vive, le regole sono diverse. La strada da seguire per vaccinarsi contro la nuova influenza A non è, anzi è meglio dire non sarà - visto che l'organizzazione è ancora in corso - uguale per i cittadini. Varierà a seconda della Regione di residenza. Se in Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Calabria, Basilicata e Provincia autonoma di Trento per le cosiddette categorie a rischio, come donne incinte, bimbi e malati cronici, sarà necessario recarsi dal proprio medico di famiglia, altre Regioni seguiranno una strada diversa. In Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche, Umbria, Abruzzo, Puglia e Sicilia la vaccinazione verrà infatti effettuata nei centri vaccinali delle Asl. E ancora, in Sardegna e Campania ci si troverà di fronte a una sorta di 'sistema misto', con la possibilità di vaccinarsi sia nei Centri sanitari distrettuali, sia dal proprio medico di fiducia. In altre Regioni, invece, "non si sa" ancora. E' il caso del Molise, della Valle d'Aosta e della Liguria. E' quanto emerge dall'indagine condotta dell'adnkronos.

FAZIO: REGIONI RESPONSABILI - La disomogeneità della disponibilità dei vaccini è data "dalla strutturazione regionale della nostra sanità che ha, lo dico sempre, molti vantaggi ma una certa diosomogeneita' che deve essere prevista". Lo ha dichiarato il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio nella conferenza stampa che ha seguito l'incontro al ministero, con i vertici del mondo dello sport. "Le Regioni - ha continuato il viceministro - sono responsabili dell'organizzazione sanitaria. Noi possiamo fare ordinanze generiche ma sull'organizzazione delle vaccinazioni e su come vengono gestiti i cittadini, le Regioni sono sovrane".

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