Influenza A, Francia e Germania svendono le dosi

Lunedì, 4 gennaio 2010 - 15:00:00

Influenza A 8

Prima c'è stata la corsa all'acquisto dei vaccini contro l'influenza A, ora comincia quella a venderli. La Francia ha cominciato a rivendere all'estero una parte del proprio stock di vaccini, ordinati in eccedenza, contro il virus A/H1N1 dell'influenza A. Lo ha annunciato oggi il ministero della Salute francese. «Si era partiti sulla base di uno schema di vaccinazione su due dosi, ma dal momento che l'utilizzo di una sola dose di vaccino è sufficiente, ci si può permettere di rivendere una parte dello stock», ha spiegato all'agenzia France Press un portavoce del ministero.

La Francia aveva ordinato la scorsa estate 94 milioni di dosi di vaccino antipandemico, nella prospettiva della somministrazione di una doppia dose vaccinale a persona. Ma a novembre è emerso che una sola dose di vaccino era sufficiente per proteggere i pazienti.

Tra i primi acquirenti, il Qatar ha già acquistato 300.000 dosi e il negoziato è avviato anche con l'Egitto, che si augura di acquistare due milioni di dosi, ha precisato il ministero. Negoziazioni sono pure in corso con l'Ucraina,  La commessa francese, per un totale di 675 milioni di euro, era stata indirizzata a quattro diverse aziende (GlaxoSmithKline, Novartis, Sanofi-Pasteur e Baxter), dopo aver ottenuto l'avvallo dell'Agenzia europea per i farmaci (Emea). Dall'inizio della campagna vaccinale in Francia, lo scorso 21 ottobre, circa 5 milioni di persone sono state vaccinate.

La Germania come la Francia. È stato certamente determinante il fatto che, fortunatamente, la pandemia di influenza A non si è finora rivelata terribile come inizialmente temuto, ed ha avuto un gran peso anche l'indicazione dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) che, a novembre, ha stabilito che una sola dose di vaccino è sufficiente per proteggere i soggetti adulti. Ma il risultato finale è stato analogo in molti Paesi europei: meno del previsto i cittadini che si sono vaccinati e scorte di vaccino rimaste inutilizzate nei magazzini. Così, vari governi, dalla Francia alla Germania, hanno deciso: la soluzione è rivendere le dosi in eccesso ad altri Paesi, in testa quelli dell'Est.

Vaccini tedeschi verso l'Ucraina. La Germania è in concorrenza con la Francia per cedere E proprio la Germania avrebbe intenzione di rivendere oltre due milioni di dosi di vaccino: ne ha ordinate 50 milioni (su una popolazione di 80 mln di persone) quando si pensava fossero necessarie due dosi a persona. Finora solo poco più del 5% della popolazione si è vaccinata.

Spagna e Svizzera pronti a vendere. L'intenzione di rivendere il vaccino sarebbe anche della Spagna, e pure la Svizzera si avvia a rivendere circa 4,5 mln dei 13 mln di dosi acquistate. In Italia, invece, ancora nessuna decisione è stata presa in merito: si attenderà, prima di valutare la possibile opzione di vendita, il termine della campagna vaccinale in atto.

Meno di un milione di italiani si sono vaccinati. L'Italia ha ordinato 48 mln di dosi, con l'obiettivo di vaccinare il 40% della popolazione, a partire dalle categorie a rischio e quelle di pubblica utilità. Ad oggi sono state somministrate circa 840.000 dosi. Rispetto alla possibilità di rivendere parte dello stock ordinato, ha precisato il direttore generale Prevenzione e sanità del ministero della Salute, Fabrizio Oleari, «nessuna decisione è stata assunta ed occorre prima arrivare alla fine della campagna vaccinale. È però evidente - ha sottolineato - che l'Italia è tra i paesi Ue che hanno acquistato un minor numero di dosi e già esiste l'impegno a donare all'Oms il 10% delle scorte in favore dei Paesi più poveri». Si tratta, ha concluso Oleari, «di vedere quante dosi rimarranno alla fine della campagna ed il ministro farà le proprie valutazioni». Dell'eventuale opzione rivendita, dunque, si riparlerà non prima degli inizi di febbraio.

L'Oms invita a non abbassare la guardia. Ma se in Europa si tira un sospiro di sollievo e si pensa a come ricollocare le scorte di vaccino inutilizzate - anche se la stessa Oms invita e non cantar vittoria troppo presto, sottolineando che il pericolo pandemia resta e potrebbero comunque verificarsi nuovi picchi in Asia ed in particolare in Cina dove invece c'è l'allarme pamdemia: Il virus A/H1N1 si sta rapidamente diffondendo nelle campagne, ha avvertito il governo cinese, e si teme un picco di casi con il prossimo capodanno lunare, quando milioni di cinesi torneranno nei luoghi d'origine per i festeggiamenti

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