Influenza A, arrivano in Italia 500mila vaccini
Si tiene oggi in Lussemburgo il consiglio straordinario dei ministri della sanità dell'Ue interamente dedicato all'Influenza A. All'ordine del giorno: come la cooperazione dell’Unione europea può essere ulteriormente migliorata quando si tratta di informazioni pubbliche sull’influenza; come l’Ue possa aiutare i Paesi in via di sviluppo a rispondere alle sfide poste dalla nuova influenza; come migliorare la preparazione a livello di Unione europea per garantire i più importanti servizi pubblici. 
ARRIVA IL VACCINO IN ITALIA - Sempre oggi è previsto l'arrivo nei magazzini delle Regioni le prime dosi del vaccino contro il virus H1N1. Si tratta di circa 500 mila antidoti che saranno riservati per la vaccinazione del personale sanitario (medici di famiglia, pediatri di libera scelta, addetti al pronto soccorso) che si trova in cima alla lista di chi deve evitare la nuova influenza. Il vaccino interesserà il 40% della popolazione italiana, circa 24 milioni di persone. I vaccini saranno consegnati alle Regioni fino al 15 novembre: probabilmente si tratterà della quantità utile a soddisfare la vaccinazione della popolazione che rientra nella prima tranche: il piano del Ministero prevede infatti due fasi, una subito entro il picco atteso a Natale (compreso un richiamo) e una seconda i primi mesi del nuovo anno. Il totale delle due fasi dà il 40% della popolazione previsto dall’ordinanza del Ministero.
LE PRIOPRITÀ - Nelle 24 milioni di persone sono comprese tutte le categorie indicate, in ordine di priorità, dall’ordinanza: personale dei servizi essenziali, donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza, persone a rischio di età compresa tra 6 mesi e 65 anni, persone di età compresa tra 6 mesi e 17 anni, persone tra i 18 e 27 anni, non incluse nei precedenti punti. Per le donne incinte e per le persone tra i 6 ed i 17 anni si attende il ’via libera’, a questo punto probabile, del Consiglio superiore di Sanità. Saranno dunque poco più di 8,5 milioni i primi italiani ad essere vaccinati, quelli cioè che rientrano nella categoria "servizi essenziali".



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