Influenza/ La dott.ssa Salmaso (Istituto superiore di Sanità) ad Affaritaliani.it: "A letto circa sei milioni di italiani. Il picco a metà gennaio"
Affaritaliani.it ha contattato la dottoressa Stefania Salmaso, Direttore del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute - ISS Roma per capirne di più, visto che si è parlato di un'influenza molto aggressiva.
L'INTERVISTA
Allora, l'influenza è arrivata in Italia?
"Fino ad ora sono stati isolati alcuni virus solo in modo sporadico"
E' vero che sarà un'influenza più aggressiva rispetto agli anni scorsi?
"Al momento non abbiamo elementi per aspettarci una influenza più aggressiva. La differenza rispetto agli anni scorsi è la composizione del vaccino, che quest’anno è stata completamente cambiata rispetto allo scorso anno indicando che ci si aspetta una circolazione di virus differenti rispetto alla stagione passata. Ogni anno a fine stagione l’Organizzazione Mondiale della Sanità valuta i tipi virali isolati nelle varie parti del mondo e decide quali utilizzare per la composizione del vaccino della stagione successiva. Quando la composizione del vaccino viene cambiata è evidente che si sta puntando sul fatto che siano attesi nuovi virus.
Quindi ci saranno più persone che prenderanno l’influenza?
"Non è detto. E' difficile fare previsioni ma in base alla nostra esperienza di molti anni di sorveglianza in Italia non ci aspettiamo una maggiore aggressività. Al momento i numeri raccolti ogni settimana dalla rete sentinella di medici italiani sono ancora molto bassi".
Che numeri possiamo dare. Quanti italiani a letto con l'influenza?
"Quando circolano largamente i virus, cioè quando arriva davvero l'epidemia stagionale, il numero di persone in Italia che si mettono a letto con l'influenza aumenta drasticamente. Nelle stagioni di bassa-media intensità di solito contiamo un totale di 2,5 milioni di persone con i sintomi di influenza. Quando è di massima intensità arriviamo a circa 6 milioni. ".
Il picco quando ci sarà? Faremo il Natale a letto?
"Sempre in base all’esperienza fatta negli anni passati ci aspettiamo che la frequenza di isolamento di virus influenzali aumenti verso fine anno, diciamo alla fine dicembre. L'ondata epidemica in genere arriva a metà gennaio e raggiunge l’acme verso febbraio. Quindi è ancora presto. Ed ecco perché questo è ancora un momento utile per vaccinarsi".
Gli italiani sono sempre un po' restii a vaccinarsi...
"C'è da dire che l’invito alla vaccinazione può essere rivolto a tutti, ma il Sistema sanitario nazionale ha identificato alcuni gruppi di persone prioritarie. La strategia nazionale di vaccinazione è rivolta soprattutto a ridurre i rischi di complicanze in soggetti che hanno già situazioni di salute complicate. Per esempio chi ha una patologia cronica come il diabete, un problema cronico renale, respiratorio. Queste persone se contraggono l'influenza potrebbero essere a maggior rischio di avere complicanze".
Per queste categorie il vaccino è gratuito?
"Sì, il Ssn si fa carico dell’offerta gratuita e attiva. Acquista il vaccino per tutte queste persone. Viene raccomandata la vaccinazione, sempre offerta gratuitamente, anche alle persone che hanno più di 65 anni".
E i bambini?
"In questo momento non ci sono raccomandazioni per i bambini, se non hanno condizioni di salute a rischio".
In un recente convegno si è messa in evidenza la relazione tra stress e maggiore probabilità di ammalarsi di influenza. Ossia le persone più stressate per il lavoro, o per l'attuale crisi economica rischiano di più. E anche il vaccino funzionerebbe meno. Lei che ne pensa?
"Sappiamo che situazioni emotive possono interferire negativamente con le nostre difese immunitarie. Tuttavia in questo genere di studi bisogna avere cautela e rigore metodologico per definire cosa si intende per stress e come l’effetto viene misurato. Non bisogna creare allarmismi che poi rischiano di ampliare inutilmente lo stress".
Benedetta Sangirardi



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