Influenza, picco a fine novembre. L'esperto: "Come riconoscere la vera influenza"

Sabato, 16 ottobre 2010 - 12:05:00

Di Benedetta Sangirardi



Chissà se spaventerà come l'anno scorso, se i giornali la strilleranno ancora in prima pagina e, soprattutto, se avremo ancora un elevato numero di morti. L'influenza è in arrivo. Tosse, raffreddore e mal di gola hanno già colpito circa 70 mila persone questa settimana. Gli italiani a letto non sono però le prime vittime della stagione influenzale. L'ora delle vaccinazioni è già scattata, come le campagne di prevenzione per anziani, bambini e persone a rischio. Il primo freddo è alle porte, soprattutto al nord, e il virus ha già cominciato a colpire. "Non sarà l'influenza A dello scorso anno, ma attenzione, perchè il virus H1N1 è ancora in circolazione e in questa stagione si mischia con altri due virus". Affaritaliani.it ha intervistato Fabrizio Pregliasco, professore di virologia all'università di Milano, che su Affari anticipa l'incontro di giovedì a Milano "Torna l'Australiana... ma quando è davvero influenza?". Una sorta di guida pratica per distinguere le forme virali da un semplice raffreddore o un mal di gola.

Prima di tutto. Che cosa è l'Australiana?
"Come ogni anno i virus si modificano. E' ormai da anni che ce n'è più di uno, una specie di band. Solo lo scorso anno c'è stato un solista, la famosa H1N1. Quest'anno ci aspettiamo tre virus, che si stanno vedendo in questo momento in Australia. L'influenza, possiamo dire, segue i momenti peggiori dei diversi paesi. In funzione di questo cerchiamo di prevedere ci capiterà rispetto a quanto sta capitando o è già capitato in Australia".

E che cosa ci capiterà quest'inverno?
"Non ci sarà paura di una pandemia. Il problema sarà la band dei tre virus. Sempre l'H1N1, che ha perso però la classificazione di pandemico, ma ha ancora forza per colpire. In Australia sta continuando a colpire. E' una storia che impariamo dal passato. Le pandemie non si esauriscono in un anno e anzi, ci potrebbero essere anche nuove ondate peggiori delle prime, ancora più brutte."

Con nuovi morti?
"Sì, esatto. Anche se i morti ci sono sempre per l'influenza".

Quali sono gli altri due elementi della "band" di virus?
"Due virus Australiani. L'H2N2 Perth e B/Brisbane. Certo, una persona non si accorgerà di aver beccato l'uno o l'altro virus. Ormai anche il virus pandemico si comporta come tutti gli altri. Ma l'importante è che le persone capiscano che l'influenza vera e propria si riconosce per tre cose."

095 prof pregliasco
Fabrizio Pregliasco
Ci dica.
"Inizio brusco della febbre oltre i 38. La presenza di sintomi generali sistemici, dolori muscolari, senso di stanchezza e di spossatezza e presenza di sintomi respiratori, tra cui tosse e naso chiuso".

Ma allora qual è la differenza tra la vera influenza e quella "finta".
"Semplicemente ci devono essere queste tre caratteristiche insieme e in contemporanea. Altrimenti non si tratta di influenza ma di forme parainfluenzali".

Ecco, queste forme leggere possono essere curate con farmaci da banco? Lei che cosa consiglia
"Le infezioni respiratorie dell'inverno vanno sempre curate di primo acchito con l'automedicazione. L'opzione dll'antivirale c'è solo se c'è una diagnosi medica di influenza. E l'antivirale non è neanche utile per tutti, ma solo nel soggetto fragile. Per tutte le forme leggere, mai usare l'antibiotico perché non serve. Le forme invernali di infezioni respiratorie sono nel 99% dei casi di origine virale e l'antibiotico non serve. Può servire solo se le cose non migliorano in 4-5 giorni. Purtoppo l'uso di antivirali riduce le difese immunitarie e quindi in un soggetto fragile può portare delle complicanze. In quel caso serve l'antibiotico".

Quando partirà l'influenza?
"Tipicamente parte quando c'è un'ondata di gran freddo e rimane per più tempo. Il periodo natalizio è quello più propizio, perché si viaggi di più, ci si bacia di più, si è più a rischio. Quest'anno temiamo invece che la vera ondata sarà anticipata, a metà novembre"

Come mai?
"Proprio perché c'è ancora in mezzo questo H1N1. Lo scorso anno già ad ottobre aveva fatto il suo ingresso in modo eclatante. Quest'anno facciamo bene a fregarcene e a tenerlo sott'occhio perché si diffonde prima".

E quindi a vaccinarci prima?
"Si, vacciniamoci in anticipo per poter avere una copertura prima del solito".

Ogni anno viene consigliato il vaccino per anziani e bambini. E per chi lavora in ufficio, in open space, in azienda, lei lo consiglia?
"Io lo consiglio per tutti. Il vantaggio della vaccinazione è diversificato. Nel soggetto giovane e sano può non essere una priorità. Ma se il suo lavoro lo mette a rischio e quindi lavora all'aperto oppure ha un bambino piccolo e fragile, allora è opportuno che lo faccia anche lui. E soprattutto se ha bisogno di lavorare, perché è un libero professionista o una casalinga. Per l'anziano e il soggetto fragile. Ricordiamoci che l'influenza è sempre la causa scatenante e che i morti dello scorso anno avevano problemi cardiaci o altri problemi gravi".

Si rischia anche quest'anno, insomma.
"Certo. Anche in una stagione più leggera come quella che ci aspetta, in cui non ci aspettiamo l'apocalisse, è sempre qualcosa che fa fuori 6-8mila morti. Dobbiamo abbassare i toni sull'influenza, rispetto allo scorso anno. Sapendo che comunque anche quella normale non è meno pericolosa".

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