L'infermiera e i pazienti su Facebook: "Sono dispiaciuta"
La Polizia postale di Udine consegnerà sabato alla Procura del capoluogo friulano il rapporto informativo con il quale segnala l'infermiera di 29 anni, di Gorizia, quale responsabile della diffusione su Facebook delle foto di alcuni ammalati intubati. I pazienti erano ricoverati nel reparto di anestesia e rianimazione dell'ospedale di Udine. Nella denuncia si ipotizza il reato di interferenze illecite nella vita privata.
Dopo lo scandalo le scuse. L'infermiera che ha pubblicato le foto di pazienti su Facebook, si scusa e dice "sono mortalmente dispiaciuta". La donna ha confessato "fra le lacrime" - riferisce una nota dell'Azienda ospedaliero Universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine - di essere l'autrice dell'iniziativa. L'infermiera, inoltre, ha spiegato che la foto pubblicata su Facebook ritraeva una collega operata d'urgenza e consenziente.
LA DIFESA - "Sono mortalmente dispiaciuta - ha detto l'infermiera, convocata nel pomeriggio nella Direzione dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria - pensavo che il mio album fosse privato e le foto visibili solo ai miei amici». «Non pensavo fosse pubblico - ha aggiunto l'infermiera che lavora in una struttura di anestesia e rianimazione - non volevo renderlo pubblico. Ho semplicemente raccolto foto, scattate in tempi diversi, per farne un album ricordo per dei colleghi che andavano in pensione». «A mio giudizio - ha aggiunto - i pazienti sullo sfondo non erano riconoscibili, perciò non ho sfumato le foto. Non volevo ledere l'immagine di nessuno. La paziente apparsa sulla prima pagina del Corriere è mia collega ed amica: la foto è stata scattata per festeggiarla dopo un'operazione che aveva subito». 
LA VICENDA - L'anestesista del reparto - ha riferito l'Azienda Ospedaliero-universitaria - ha spiegato che la paziente-infermiera si era sentita male improvvisamente, mentre lavorava in ospedale e la sera stessa era stata operata. Il medico ha raccontato che era terrorizzata, che era la prima operazione della sua vita e, così quando si è risvegliata, l'ha festeggiata con il segno di vittoria, come si vede in foto.
L'infermiera è stata identificata al termine dell'inchiesta interna avviata dall'Azienda Ospedaliero-Universitaria per accertare se vi siano state violazioni della legge sulla privacy, (c'è stato anche un intervento del Garante) del regolamento disciplinare, se siano state utilizzate tecnologie dell'Ospedale durante l'orario di lavoro, e se siano state violate norme del codice deontologico dell'ordine professionale. L'infermiera - ha riferito Carlo Favaretti, direttore dell'Azienda - è registrata su Facebook, dove ha inserito alcune foto, scattate un anno fa, nella convinzione che l'accesso al suo album personale fosse consentito ai soli suoi amici. Le foto ritraggono colleghi, anche se sono visibili alcuni pazienti, peraltro non riconoscibili».
"L'infermiera - ha riferito il dirigente - ha affermato che non sono state utilizzate attrezzature informatiche di proprietà dell'Azienda e che l'immissione delle foto è avvenuta dalla propria abitazione. Poichè dallo scorso 11 maggio questa Azienda ha inibito l'accesso a Facebook dai computer aziendali, a seguito di una decisione totalmente indipendente dal fatto verificatosi oggi - ha concluso Favaretti - in fase istruttoria si è coinvolta la Polizia Postale di Udine che ha convocato l'infermiera per la totale cancellazione delle foto dal sito".



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