Inchiesta G8/ Achille Toro patteggia
L'ex procuratore aggiunto di Roma, Achille Toro, coinvolto nell'indagine sui cosiddetti "Grandi eventi", ha patteggiato davanti al gup di Perugia la condanna ad otto mesi di reclusione per rivelazione di segreto d'ufficio. Patteggiamento a sei mesi di reclusione per lo stesso reato per il figlio Camillo. Per entrambi la pena è stata sospesa.
Non si tratta di un'ammissione di colpevolezza, ma "di una scelta processuale per chiudere una vicenda che pesa sul piano umano". E' quanto dichiara l'avvocato Roberto Rampioni, legale dell'ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, che assieme al figlio Camillo, ha patteggiato la pena per rivelazione di segreto di ufficio nell'ambito dell'inchiesta su G8 e 'Grandi Eventi'. L'avvocato Rampioni ha rimarcato come "molto importante" la scelta della procura di chiedere l'archiviazione per il suo assistito per i reati di concorso in corruzione e favoreggiamento. Su questa richiesta deve ancora, tuttavia, pronunciarsi il giudice di Perugia.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















