Inchiesta/ In discoteca solo per sentirsi più grandi. Aumenta il numero delle baby cubiste
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Di Floriana Rullo
Cubiste a 12 anni. Di giorno studentesse tra i banchi della scuola media trasformate, nelle sere dei weekend, in piccole seduttrici. Un esercito di baby cubiste che sta diventando spaventosamente massiccio. Sono più di diecimila in tutta Italia, secondo le stime di alcuni centri statistici europei, le minorenni pronte ad esibirsi sul cubo nelle sale da ballo delle città italiane.
Ragazzine che, puntualmente, vengono sfruttate dai proprietari dei locali per qualche euro.
PICCOLE MA GRANDI- Adolescenti, più che bambine, travolte dalla fretta di crescere e travestite da provocanti adulte. Hanno un'età compresa tra i 10 e i 14 anni e frequentano per lo più la scuola media, qualcuna i primi anni di superiori. Delle "Peter Pan al contrario" che hanno voglia di crescere troppo presto, bruciando le tappe. Il loro regno sono le discoteche, soprattutto quelle pomeridiane. Così al sabato pomeriggio escono di casa con i vestiti di tutti i giorni, scarpette da ginnastica e jeans, per poi trasformarsi in piccole ballerine. Con tanto di vestitini osè e toppettini invisibili.
Basta un bagno. E oplà la trasformazione può avere inizio.
Perizoma, minigonna, pelle tinta da olio perchè brilli sotto la luce e il seno, quel poco che c'è, coperto da un top striminzito. Pronte per andare in quelle discoteche che dovrebbero essere dedicate a loro, aperte al pomeriggio, e che invece ospitano anche gli adulti. Un fenomeno che cresce soprattutto nelle regioni di Lazio e Romagna, considerate le cattedrali del divertimento della penisola.
Perchè se non fai la cubista non sei nessuno. E sono le ragazzine a dirlo: "Trescare serve per far carriera e poi ti diverti. Fuori dal locale nessuno ti filerebbe mai se fai seconda media. Ma fuori se fai la cubista sei una donna non più una ragazzina"



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