Inchiesta escort, Palma manda ispettori a Napoli e Bari. Lepore: vogliono delegittimare la procura

Si apre un nuovo capitolo nella vicenda delle inchieste sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini nelle residenze del presidente del Consiglio. Il ministro della Giustizia avrebbe deciso di inviare un'ispezione alle procure di Bari e Napoli. L'intervento era stato sollecitato nei giorni scorsi dai vertici del Pdl, che avevano accusato le due procure e quella di Milano di violare il diritto di difesa del presidente del Consiglio; e proprio per questo provoca le proteste l'opposizione: si è superato «il limite della decenza», accusa il Pdci; Palma è un "ministro a chiamata" ironizza l'Idv; mentre il Pd sottolinea come resti "irrisolta la questione della permanenza di Arcibaldo Miller, a capo dell'ispettorato di via Arenula", visto che il suo nome comparirebbe nell'inchiesta sulla P3 condotta dalla procura di Roma.
La notizia arriva mentre la Prima Commissione del Csm sta proseguendo, con un nuovo giro di audizioni, la sua istruttoria sul procuratore di Bari Antonio Laudati, accusato dall'ex sostituto del suo ufficio Giuseppe Scelsi di aver ritardato la conclusione delle indagini sulle escort. E il Guardasigilli sarebbe intenzionato a chiedere a Palazzo dei marescialli i verbali delle dichiarazioni rese ai consiglieri da Scelsi e Laudati. L'attenzione di Palma sembra però concentrata soprattutto sulla procura di Napoli. Tre le vicende sulle quali dovrebbero svilupparsi gli accertamenti dei suoi ispettori: il fatto che siano stati i pm (e non il giudice) ad emettere un decreto con cui Š stato sollevato dal segreto professionale l'avvocato Nicola Quaranta, uno dei legali di Tarantini; la fuga di notizie sull'intercettazione in cui Silvio Berlusconi consigliava all'ex direttore dell'Avanti di restare all'estero, pubblicata dal settimanale L'Espresso prima ancora che venisse depositata; la revoca della competenza ad indagare decisa dal tribunale di Napoli.
LEPORE: VOGLIONO DELEGITTIMARE LA PROCURA- "Stiamo subendo attacchi concentrici, ingiustamente anche perchè non abbiamo più l' inchiesta madre. Vogliono depotenziare e delegittimare la procura di Napoli: forse qualcuno invidia i nostri risultati". Il procuratore Giovandomenico Lepore parla chiaro. Perché sulla graticola c'è il lavoro del Tribunale. E dopo la notizia che il ministero della Giustizia invierà degli ispettori (in arrivo l'inizio della settimana prossima), anche lui dice la sua. In ogni caso, aggiunge Lepore, dal ministero "potrebbe anche arrivare solo la richiesta di alcuni atti". Tanta l'amarezza nelle sue parole: "Già combattiamo contro la criminalità, ora ci ritroviamo a combattere contro questi accuse infondate. Stiamo subendo attacchi concentrici di varia natura anche ora che non abbiamo più il fascicolo".
LE ACCUSE DI PAPA- E intanto Lepore spiega che le accuse di Alfonso Papa verranno valutate dalla procura di Perugia. E non ha escluso una eventuale querela per diffamazione. «Non è la prima volta che Papa accusa i miei sostituti - ha detto Lepore - di volerlo costringere a dire cose. Capisco il suo stato, stare in galera fa male, ma non deve dimenticare che chi ce l'ha mandato è stato il Parlamento, quelli che ora vanno a visitarlo»
IL CSM- Il Csm sta valutando l'ipotesi di revocare il collocamento fuori ruolo al capo dell'Ispettorato del ministero della Giustizia Arcibaldo Miller; un atto che se venisse effettivamente compiuto costringerebbe il capo degli ispettori di Palma a rinunciare al suo incarico. Il nome di Miller compare nelle carte dell'inchiesta sulla P3.
A MONTECITORIO- Intanto alla Camera Elisabetta Alberti Casellati, rispondendo alle interrogazioni e alle interpellanze del Pdl (a firma, tra gli altri, Costa, Contento, Vitali, Paniz), spiega: «All'esito dell'inchiesta avviata, acquisiti tutti gli elementi necessari per una corretta valutazione della vicenda, si potrà apprezzare se vi saranno i presupposti per l'esercizio dell'azione disciplinare che, giova ricordarlo, è facoltativo per il ministro della Giustizia ed obbligatorio per il procuratore generale della Cassazione». Casellati conferma che via Arenula ha avviato «un'inchiesta amministrativa» dopo «aver disposto, per il tramite dell'Ispettorato generale, accertamenti preliminari con richiesta di elementi informativi alla Procura generale di Napoli anche al fine di valutare l'eventuale sussistenza dei presupposti di legge per intraprendere le iniziative di carattere ispettivo sollecitato dagli interroganti».
LE INDAGINI- Già nei giorni la Camera penale di Bari aveva inviato un esposto al guardasigilli e al procuratore generale della Cassazione, titolari dell'azione disciplinare, accusando i pm Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli ed Henry John Woodcock di aver compiuto un «atto abnorme» per aver sollevato l'avvocato Quaranta dal segreto professionale, una prerogativa riservata invece soltanto al giudice. Intanto la Prima commissione del Csm ha ascoltato i sostituti procuratori Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis, che in un primo momento affiancarono Scelsi nell'indagine sulle escort e che sono poi divenuti i due titolari esclusivi, quando questi Š passato alla procura generale presso la Corte d'Appello di Bari; e il pm Renato Nitti, coordinatore delle inchieste sulla sanit… pugliese, un incarico che Laudati gli attribu dopo che a Tarantini, a sorpresa, vennero concessi gli arresti domiciliari a Roma.
Al centro delle audizioni soprattutto la vicenda dell'indagine parallela che, secondo Scelsi, Laudati avrebbe avviato sulla sua inchiesta, affidandola a militari della guardia di finanza a lui vicini. L'audizione più lunga (tre ore e mezza di durata) è stata quella di Nitti, che avrebbe confermato quanto detto da Laudati il 22 settembre scorso, quando è stato sentito dal Csm a proposito di questa squadra di finanziari e sul deposito delle informative nella sua segreteria. L'obiettivo era quello di arrivare a un coordinamento dei vari filoni di indagini e così ci si sarebbe mossi anche in materia di intercettazioni. Oggi è previsto un ulteriore giro di audizioni: al Csm saranno ascoltati i procuratori aggiunti Pasquale Drago e Annamaria Tosto e il presidente dei gip di Bari Antonio Lovecchio. E alla fine di questa attività la Prima Commissione, presieduta dal laico del Pdl Nicolò Zanon deciderà se avviare o no la procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità per Laudati.
LA SUDDIVISIONE - Roma gestirà il fascicolo relativo all'estorsione che sarebbe stata commessa ai danni di Silvio Berlusconi nel periodo marzo-luglio 2011, Bari indagherà sui rapporti tra lo stesso Lavitola e Tarantini e se questi sarebbe stato indotto a rendere false dichiarazioni. Ma qui Berlusconi non esce di scena, perché la posizione del premier continua ad essere al vaglio della procura pugliese.


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