2011, l'anno nero dei pendolari
IN
Ferruccio Fazio: è di soddisfazione generale il giudizio che gli italiani danno del rapporto con i servizi sanitari. Il 92% giudica le prestazioni erogate dal medico di medicina generale di qualità buona o sufficiente. Elevata anche la percentuale di cittadini che promuovono i pediatri, pari al 90%. Sono alcuni dei dati contenuti nella ricerca realizzata dalla Fondazione Censis, su un campione di circa duemila italiani, e inserita nel quinto dei "Quaderni del ministero della Salute", presentato questa mattina. L'84% degli intervistati si e' detto soddisfatto tanto dei laboratori di analisi pubblici quanto degli ambulatori e consultori pubblici. L'81% considera soddisfacenti i servizi di ospedali e pronto soccorso. Bene anche le strutture di riabilitazione pubbliche (73%) e l'assistenza domiciliare (72%). Pisitivo infine anche il giudizio sulle farmacie, i cui servizi sono di buona qualita' per il 62% degli intervistati. Passando ai giudizi negativi, il 13,6% del campione afferma di aver dovuto ricorrere a un medico privato a causa dell'inadeguatezza del servizio fornito dal medico di famiglia. Stessa motivazione che ha spinto un 15,3% a ricorrere a un altro pediatra. Al 10,5% dei pazienti e' inoltre capitato che il medico di famiglia non abbia diagnosticato una patologia emersa successivamente attraverso controlli piu' approfonditi. A fronte di questa diffusa soddisfazione permangono tuttavia problematicita' legate, ad esempio, ai tempi d'attesa, ai ricoveri ospedalieri, ai servizi di diagnostica ambulatoriale e all'associazionismo medico. Osservando il territorio, si registrano inoltre forti disomogeneita' tra nord e sud del paese, a svantaggio delle regioni meridionali dove l'insoddisfazione per ospedali e pronto soccorso sale al 26% contro una media nazionale del 19%, per l'assistenza domiciliare e' al 34% contro una media italiana del 28% e per le strutture di riabilitazione al 34% contro il 27%.
OUT
Mauro Moretti: i tagli del Governo mettono a rischio "tracollo" il trasporto ferroviario trasformando il 2011, "con tutta probabilita'", nell'"anno nero". La denuncia arriva dal dossier 'Pendolarià di Legambiente, secondo cui "verranno tagliati 154 treni a lunga percorrenza (su 600)", mentre, per quanto riguarda il servizio ferroviario pendolare, mancheranno "800 milioni di Euro rispetto al 2010, ossia il 45% delle risorse necessarie per garantire un servizio, già in molti casi carente". Secondo il rapporto, giunto alla quinta edizione, a fronte di un settore in crescita, con 2milioni 700mila persone che prendono ogni giorno il treno (+11,5% in tre anni), dal 2002, per quanto riguarda strade e autostrade, attraverso la Legge Obiettivo, sono stati finanziati complessivamente interventi per oltre 35 miliardi di Euro.



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