Immigrati, anche Manduria al collasso. A Pisa i cittadini si incatenano
BERLUSCONI -------------------- INCHIESTA Lampedusa/ Ecco gli unidci siti dove finiranno gli immigrati ---------------------- LE INTERVISTE ----------------------- FORUM
Non sono 1400 ma 1690 i tunisini che hanno lasciato Lampedusa a bordo della nave “Excelsior” che è arrivata a Taranto in queste ore. Dal porto jonico i profughi sono stati trasferiti con i pullman nel Centro di accoglienza e identificazione (Cai) di Manduria. Ma la situazione sta degenerando anche in Puglia, specie dopo le dimissioni del sindaco di Manduria, Paolo Tommasini e del sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano. Come a Lampedusa, anche i pugliesi non vogliono un numero così alto di immigrati. Le due comunità di Manduria e Oria, scrive lavocedimanduria.it, stanno organizzando comitati spontanei per impedire l’accesso dei pullman pieni di tunisini. Si accende anche lo scontro tra chi è solidale con i migranti e chi li vorrebbe rispedire indietro.
COMPRA CASA
Immigrati, l'emergenza a Ventimiglia: in centinaia vogliono passare la frontiera. Le storie
Immigrati/ Respingimenti di massa: c'è il piano
Immigrati/ Lampedusa al collasso. Zaia e Boni ad Affari: "In Padania sarà tolleranza zero"
Lampedusa/ Borghezio (Lega) attacca Napolitano sui clandestini
GIA' FUGGITI 500 IMMIGRATI - "Da domenica ad oggi gli extracomunitari fuggiti sono stati circa cinquecento". L'ufficialità dell’esodo di massa dei tunisini ospitati nel Centro d’accoglienza e identificazione di Manduria, è data direttamente da Nicola Lonoce, direttore del centro e responsabile del consorzio di gestione "Connecting People" . Tra coloro che sono allontanati ache i quattro tunisini sorpresi a Senigallia, nelle Marche, a rubare in un centro commerciale: arrestati, sono stati rimessi in libertà in attesa del processo. La disponibilità dei posti creata dai vigili del fuoco sui sei ettari di macchia mediterranea bassa del vecchio aeroporto militare sulla Manduria Oria. Una disponibilità destinata a riempirsi e costata come abbiamo detto le dimissioni del sindaco di Manduria Paolo Tommasino e del sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano.
Una presenza non gradita neanche ai residenti che hanno manifestato davanti la sede del Cai dove si sono avuti momenti di tensione per la presenza di gruppi contrapposti. Anche per questo i vertici delle forze dell’ordine sono stati chiamati dal prefetto di Taranto, Carmela Pagano, per una riunione straordinario del Comitato per l’ordine e la sicurezza. In mattinata nella tendopoli erano andati il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido e il vescovo di Oria e Manduria Vincenzo Pisanello. Florido che era accompagnato dall’assessore alla cultura, Francesco Massaro, ha ribadito la posizione già espressa in una lettera firmata congiuntamente con il presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese: "Gravissima la prevaricazione del governo nazionale che diverrebbe intollerante e offensiva per il territorio qualora si continuasse a dire bugie sul numero di ospiti" . Nelle parole di Florido quasi un’intuizione di ciò che sarebbe accaduto di lì a poche ore: Abbiamo sopportato i primi arrivi ma non si dica che ne verranno altri" .
LA TENDOPOLI DA UN MILIONE E MEZZO DI EURO - E in pochi sanno la maxi spesa del governo per la costruzione della tendopoli tra Oria e Manduria. Sono impressionanti i numeri del Ministero dell’Interno per allestire in soli due giorni il campo base nell’ex aeroporto militare. Una tendopoli creata dal nulla su 6 dei 100 ettari di demanio militare utilizzati periodicamente per le esercitazioni del battaglione San Marco della Marina Militare. Una piccola città con tende al posto delle case nata su un’area di campagna priva di servizi che sette imprese, tutte del posto, hanno fatto il miracolo di servire di acquedotto, illuminazione, fogna, telefono e internet. “Per ora lavoriamo poi faremo i conti sul prezzo”, dicono gli imprenditori che da quattro giorni hanno rinunciato ad altri lavori in corso per mettersi a disposizione della prefettura che li ha precettati. Da una prima stima, il costo dei lavori sin qui commissionati alle imprese si aggirerebbe sul milione e mezzo di euro. “Chissà quando li prenderemo, ma va bene così”, dicono i titolari delle società che per la cronaca sono: Tecnoscavi, San Pietro Srl, Ditta Lucia, Ditta Abete, Smea, Eden 94 e Ditta Leone Premio.

Da oria.info SONY DSC Copyright Claudio Matarrelli 2010
LE IMMAGINI
140MILA EURO A SETTIMANA PER GLI IMMIGTRATI - Discorso a parte per chi gestirà il popolo di tunisini ospiti del Ministero. A loro ci pensano gli uomini del Consorzio Connecting People del presidente Giuseppe Scozzari di Trapani. Un gruppo di associazioni sparse per il territorio (quella locale di riferimento è la “Nuvola” di Francavilla Fontana, provincia di Brindisi) che detiene il monopolio della gestione dei centri di prima accoglienza per immigrati e simili. Neanche con loro la Prefettura di Taranto ha ancora sottoscritto il contratto, ma i costi sono questi: dieci euro al giorno ad ospite per i pasti ed almeno altri dieci per la biancheria, sapone e il buono di cortesia che consiste in cinque euro ogni due giorni per le sigarette e le ricariche telefoniche. Considerando una presenza media di mille ospiti, quindi, la loro assistenza alberghiera costa allo Stato circa 140 mila euro a settimana.
Più difficile quantificare il costo delle tende e soprattutto dei vigili del fuoco e del personale militare impegnato sul campo. I pompieri provenienti da tutte le regioni del Mezzogiorno, sono stati circa seicento con un parco macchine di cento automezzi di ogni tipo e un elicottero. Le forze dell’ordine che garantiscono la sicurezza sono circa centocinquanta nelle ventiquattro ore. Ora dunque, il problema immigrati si sposta da Lampedusa a Manduria.
PISA, MANIFESTANTI INCATENATI: NON VOGLIAMO LE TENDOPOLI - Ma c'è alta tensione anche a Coltano, dove dovrebbe sorgere la tendopoli che accoglierà i profughi di Lampedusa. I manifestanti hanno bloccato la strada d’accesso all’area dove dovrebbe essere realizzato il campo con alcuni trattori, sopra i quali si sono incatenate quattro donne, tra cui l’assessore alle politiche sociali del comune di Pisa, Maria Paola Ciccone. Tra le quattro donne, ci sono anche una disabile e una signora incinta. Nella notte, alcuni cittadini hanno dormito lungo la strada per scongiurare interventi notturni. Contemporaneamente, è in corso anche un presidio di decine di persone al quale sono presenti anche alcuni sindaci dell’area pisana e il presidente della provincia di Pisa Andrea Pieroni.
Il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, ha annunciato battaglia: “I lavori per allestire una tendopoli per centinaia di immigrati non sono ancora iniziati e faremo intervenire la polizia municipale e le guardie del Parco per bloccare qualsiasi iniziativa”. Dello stesso parere anche Giancarlo Lunardi, presidente del parco di San Rossore, nella cui area dovrebbe sorgere la tendopoli. Filippeschi ha chiesto al Governo di ripensarci e di valutare le proposte avanzate dalla regione Toscana di accogliere i profughi in centri più piccoli e sparsi su tutto il territorio regionale.
BERLUSCONI - Intanto torna a parlare di Tunisia il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in una telefonata all'assemblea congressuale dei Cristiano-Popolari. Il governo tunisino non sta mettendo in atto gli accordi sull'immigrazione stipulati con l'Italia ha detto Berlusconi. Il premier si scusa di non poter essere presente, ma è in corso il consiglio dei ministri "che sta affrontando il problema con la Tunisia. Il governo aveva assicurato di fermare le barche degli immigrati ma questo non è avvenuto".
"Il Cdm sta affrontando il problema dei rapporti con la Tunisia perché il governo ha garantito impegni finanziari per la ripresa economica delle città tunisine e di contro il governo tunisino deve accettare il rimpatrio dei suoi concittadini. Si tratta di 5 mila tunisini che non sarebbero accettati perché noi sappiamo che dalle loro carceri sono evasi in 11 mila ed abbiamo il sospetto che possano arrivare da noi".



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















