Immigrati/ Lampedusa, 11 arresti per gli scontri. Primi trasferimenti

Giovedì, 22 settembre 2011 - 09:45:00

Sono undici gli immigrati fermati a Lampedusa dai poliziotti della squadra mobile agrigentina per la guerriglia urbana di ieri. Lo si apprende da fonti della questura che spiegano come per quattro tunisini i provvedimenti facciano diretto riferimento all'incendio che due giorni fa ha semidistrutto il centro d'accoglienza dell'isola: i reati contestati al momento sono quelli di incendio, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Gli altri migranti, invece, sono stati fermati per violazione della legge sull'immigrazione, in quanto ritenuti gli scafisti degli sbarchi che nelle ultime settimane avevano riempito la struttura di contrada Imbriacola, giunto a contenere fino a circa 1.400 nordafricani, tutti destinati a essere rimpatriati. I fermati sono gia' stati trasferiti nel carcere di Petrusa, ad Agrigento.

NOTTE TRANQUILLA - La notte, intanto, è passata senza disordini a Lampedusa dove sono rimasti circa 500 tunisini: nella notte, infatti, circa 500 migranti sono stati trasferiti dall'isola con voli militari. Gli extracomunitari sono rimasti nei capannoni del centro di accoglienza non danneggiati dall'incendio di due giorni fa. Nello stesso centro proseguono i lavori di rimozione delle macerie delle strutture distrutte.

IL SINDACO - "Oggi sono più sereno, nella notte sono stati trasferiti da Lampedusa altri trecento immigrati tunisini e oggi sono previsti altri voli per portare via tutti gli altri clandestini che ieri hanno messo a ferro e fuoco la mia isola", ha detto il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis. Ieri la tensione è salita al massimo quando, nei pressi di un distributore di benzina, un gruppo di migranti ha minacciato di fare saltare in aria due bombole di gas rubate da un ristorante.

 

IL CAOS - Due giorni di guerriglia urbana a colpi di pietre tra isolani e maghrebini. Ecco che cosa ha mandato nel caso l'isola di Lampedusa. Cariche della polizia contro gli immigrati, che si sono impossessati di alcune bombole di gas minacciando di farle esplodere.  La tensione sfociata nell'incendio che ha semidistrutto il centro di accoglienza non accenna a diminuire e questa mattina decine di abitanti dell'isola, trovatisi faccia a faccia con i tunisini autori dell'incendio che ha devastato il centro, hanno sfogato la loro rabbia tirando pietre all'indirizzo degli extracomunitari che, dopo aver passato la notte all'addiaccio in parte nello stadio e in parte sul molo Favarolo, girano liberi per l'isola. Anche un giornalista e un cameramen di Sky sono stati aggrediti dalla gente di Lampedusa che accusa i mezzi di informazione di diffondere una immagine distorta dell'isola. Dal canto loro, circa 300 tunisini hanno manifestato per le strade di Lampedusa al grido di "Libertà, libertà".

APPELLO A NAPOLITANO- Gli animi sono molto esasperati. Ronde di cittadini presidiano il municipio e il sindaco Bernardino De Rubeis si appella al presidente della Repubblica Napolitano: " "Ho cercato di parlare con il presidente Berlusconi e il ministro Maroni ma non è mai stato possibile. Non è più il tempo delle chiacchiere e dei ragionamenti buonisti. Il Viminale porti via tutti i tunisini. Ci aiuti il presidente Napolitano che si è sempre dimostrato sensibile nei nostri confronti.Venga da noi.  La situazione è ad alto rischio, occorre fare presto qualcosa".

IL SINDACATO DI POLIZIA: SE CI SCAPPA IL MORTO...- Tensione anche tra le forze dell'ordine che non sanno più come tenere a bada i migranti. Il segretario generale del sindacato di polizia Coisp dice: "Quello che succede a Lampedusa è la prova dell'incapacità del governo. Se ci scapperà il morto sappiano quei politici che oggi dormono o stanno a guardare, che non accetteremo lacrime istituzionali o inutile solidarietà".

Sono circa un migliaio (per l'esattezza 1040) i tunisini che si trovano ancora a Lampedusa. Durante la notte due voli militari, effettuati con un C130 dell'Aeronautica, hanno trasferito circa cento immigrati verso la base di Sigonella. Il ponte aereo predisposto dal Viminale per accelerare le procedure di rimpatrio proseguirà anche oggi, con altri due voli.

DIECI FERITI- Finora ci sono almeno una decina di feriti negli scontri di Lampedusa. Tra loro finanzieri, poliziotti e soprattutto tunisini, come spiega il responsabile sanitario Pietro Bartolo: "Sono in tutto una decina. Nessuno è in gravi condizioni, tranne un tunisino che ha riportato un trauma facciale a altri in diverse parti del corpo. E' lucido e con le cure adeguate si riprenderà". L'uomo è stato trasferito in elicottero in un ospedale di Palermo.


 

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