Immigrati/ Cpt al collasso. Il sindaco di Lampedusa: è emergenza
Davanti agli oltre 2mila immigrati ospitati nel centro di prima accoglienza di Lampedusa e ai continui sbarchi sull'isola siciliana, il sindaco Bernardino De Rubeis conferma la linea dura: dopo il filo spinato attorno al Cpa e le ronde di vigilantes, ha diffidato le forze dell'ordine a trasferire altri clandestini minacciando "denunce per attentato alla pubblica sicurezza". Il responsabile del centro: "Ce li portano qui e dobbiamo accoglierli".
Il Cpa è nato come centro di identificazione temporanea, 24-48 ore al massimo. Ora è un carcere a cielo aperto, un centro di permanenza con attualmente 1997 persone, e ci sono altri avvistamenti di sbarchi. Sono stipati in 2mila ma il centro era stato finanziato e progettato per 381, poi collaudato per 765 in previsione di situazioni particolari e si è arrivati a 1200 come limite massimo per la sicurezza per situazioni temporanee e contingibili.
Il centro scoppia come anche il sindaco siciliano: "Vengono a mancare le norme di sicurezza e ordine pubblico, di igiene e sanità. Ma non solo, si nega la stessa dignità umana". Accuse rivolte all'ente gestore del centro e a Cono Galipò, il responsabile di Lampedusa accoglienza, la società cooperativa che gestisce il Cpa, ma anche al prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento delle libertà civili e l'immigrazione, alla Croce rossa, all'Alto commissariato dei rifugiati e alle ong "che parlano e non fanno niente".
Il problema è che vengono portati qui gli immigrati che sbarcano nell'isola e noi non possiamo fare altro che accoglierli e comunque, che cosa succederebbe se fossero liberi nel territorio" denuncia il sindaco di Lampedusa.
E De Rubeis annuncia che sta preparando una denuncia verso l'ente gestore e chi è coinvolto nella gestione del Cpa, documentata con foto, "perché mancano le stesse norme per il rispetto dell'uomo: abbiamo a che fare con persone e non bestie. Vengono salvate in mare e poi trattate così".
Il sindaco denuncia anche gravi problemi di approvvigionamento dell'acqua: "Da 20 giorni non la distribuiamo più ai cittadini lampedusani per darla agli immigrati del centro ed evitare epidemie e crisi sanitarie. Siamo al limite della sopportazione, la situazione ora è proprio indigeribile".



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