Il Tar ribalta il Viminale: "Spatuzza ammesso alla protezione"
I giudici della prima sezione ter del Tar Lazio hanno annullato la decisione della Commissione pentiti del Viminale che, l'anno scorso, ha rifiutato l'ammissione al programma di protezione al collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza. "Aspettiamo di leggere le motivazioni del provvedimento", ha commentato il legale del pentito Valeria Massei. 
La decisione della prima sezione ter del Tribunale non comporta l'automatica ammissione dell'ex boss di Brancaccio al programma di protezione (di cui comunque gode in via provvisoria) perche' la pratica torna in mano alla commissione del ministero dell'Interno, presieduta da Alfredo Mantovano. "Dobbiamo leggere le motivazioni per capire il contenuto del provvedimento, che comunque dovrebbe dettare i principi cui la commissione dovra' attenersi", dicono i legali.
Il ricorso era stato presentato nell'agosto scorso, dopo che a maggioranza la commissione aveva respinto la richiesta di Spatuzza per essere ammesso al programma: tra i motivi della decisione il fatto che il dichiarante avesse riferito fatti a sua conoscenza oltre i 180 giorni previsti dalla legge come limite massimo per dire tutto quello che si sa. Per lo stesso motivo il contributo di "Asparinu 'U Tignusu" non era stato preso in considerazione dai giudici del processo Dell'Utri, che avevano assolto il senatore del Pdl per i fatti a lui contestati dal '92 in poi. Proprio le vicende di cui aveva parlato Spatuzza, che aveva riferito le parole di Giuseppe Graviano, "felicissimo per avere avuto da persone serie (Berlusconi e Dell'Utri, ndr) garanzie sul fatto che ci saremmo messi il Paese nelle mani". La bocciatura di Spatuzza aveva suscitato una serie di polemiche, perche' si era ipotizzato da parte delle opposizioni che si trattasse di un favore al premier.



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