Il popolo dei furbetti
Odontoiatria, medicina e chi ne ha più ne metta. Tutti vogliono sottoporsi ai tanto agognati test per accedere alle università italiane. E perché no, anche i furbetti che, senza studiare, cercano di passare le difficili prove.
Già perché si sa che dove non arriva il sapere…arriva il portafoglio. E dunque neanche quest’ anno accademico poteva sottrarsi all’avere il furbetto di turno che si aggira tra i banchi indisturbato con il compito già bello e finito tra le mani. Perchè diciamocelo, il nostro è il popolo dei furbi che fatta la legge trovano l'inganno.
E non sono bastate le aule blindatissime, i telefonini cellulari sequestrati, le perquisizioni e quant’altro. Lo scaltro di turno ci ha di nuovo provato. Anche pagando ingenti somme di denaro. Ad essere coinvolti questa volta alcuni studenti per lo più figli e parenti di medici, odontoiatri e odontotecnici, degli atenei di Napoli, Foggia e Verona. Truccare il test ’ingresso era semplice: bastava pagare.
Con tanto di “listino prezzi" a seconda della prestazione e del tipo di esame. Perché dove non arriva il sapere ci arriva il portafoglio. A nulla è valso quindi il tentativo di ripristinare la sana meritocrazia nelle selezioni e neanche il far consegnare i plichi con i quesiti dagli agenti di polizia, i quali si sono anche occupati di sorvegliare i luoghi d'esame, nella misura di uno ogni 25 concorrenti. E io pago! Diceva il buon Totò…



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