Il "pasta day" contro l'obesitÃ
Sei milioni di chilometri: è la lunghezza del "serpentone" che otterremmo se mettessimo in fila le confezioni di spaghetti, fusilli e paccheri prodotte in tutto il mondo nel 2009. Sufficiente a fare il giro della terra per circa 150 volte. In questo ideale "abbraccio", il 25 ottobre la pasta celebra la sua universalità, la sua cultura e il suo essere sinonimo di sana alimentazione nel World Pasta Day, appuntamento giunto quest'anno alla 13ma edizione. 
Per ribadire la virtù di questo piatto ormai globale e incentivarne il consumo, l'I.P.O. (International Pasta Organisation) assieme all'ABIMA (l'Associazione dei pastai brasiliani) e all'organizzazione non profit Oldways hanno convocato gli "stati generali" della pasta a Rio de Janeiro dal 25 al 27 ottobre per la quarta edizione del World Pasta Congress. Nell'occasione avra' luogo anche una conferenza scientifica per l'aggiornamento dello Scientific Consensus Statement "Healthy Pasta Meals", documento sottoscritto 6 anni fa da circa 40 autorevoli esperti a livello internazionale nel quale veniva certificato il primato della pasta, nell'ambito della dieta mediterranea come modello alimentare "ideale".
"Ora piu' che mai c'e' - afferma Raffaello Ragaglini, segretario generale dell'I.P.O. - bisogno di diffondere la cultura della pasta, difenderne il valore e promuoverne il consumo. Per migliaia di anni i carboidrati sono stati la principale fonte di energia per le popolazioni di tutto il mondo e oggi, dopo l'attacco delle diete "low-carb" arrivate dagli Usa, i suoi carboidrati buoni rivendicano un ruolo primario nella lotta a malnutrizione e obesita'. E la pasta, alimento versatile per eccellenza, adatto ai pasti di tutti i giorni come alle occasioni speciali, puo' e deve essere un driver di un'alimentazione sana e corretta".
Il mondo del terzo millennio teme il confronto con la bilancia. Secondo l'OMS, l'epidemia di sovrappeso e obesità sta peggiorando: entro il 2015 in tutto il mondo saranno sovrappeso 2,3 miliardi di adulti e 700 milioni saranno gli obesi. E l'80% dei casi riguardera' i Paesi in via di sviluppo. Tanto più che obesita' e sovrappeso devono essere analizzati anche per le complicanze di cui sono responsabili, come patologie cardiovascolari o diabete di tipo 2 e per le ulteriori ricadute negative sui sistemi sanitari nazionali dal punto di vista economico e sociale. All'obesita' è ricondotto il 7% della spesa sanitaria negli USA e una percentuale variabile tra l'1 e il 5% nell'UE. Per questo l'attenzione e le politiche di prevenzione sono focalizzate soprattutto sui piu' giovani. In Italia, dove secondo i dati diffusi a giugno 2010 dal Ministero della Salute, risulta sovrappeso o obeso un bambino su tre tra i 6 e gli 11 anni, lo stesso Ministero ha disposto delle nuove linee guida per migliorare la qualita' dei pasti nelle mense scolastiche nelle quali pasta e pane (alternati a riso orzo e mais) sono previsti tutti i giorni.



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