Il nimesulide non fa male. Gli studi

Lunedì, 20 dicembre 2010 - 08:00:00

A distanza di tre anni da alcuni provvedimenti che hanno limitato il consumo della nimesulide, un recente studio pubblicato negli Annali dell’Istituto Superiore di Sanità ha mostrato che questa molecola ha una tollerabilità gastrointestinale superiore a quella di altri farmaci della sua categoria (FANS – farmaci antinfiammatori non steroidei).

I ricercatori, in considerazione dello spostamento dei consumi avvenuto negli ultimi anni da nimesulide ad altri farmaci antinfiammatori,sono andati a ricercare gli effetti sulla salute pubblica delle misure restrittive adottate nella prescrizione di nimesulide, soprattutto in relazione agli eventi avversi epatici e gastrointestinali. Lo studio ha evidenziato che, allo spostamento dei consumi da nimesulide agli altri farmaci antinfiammatori potrebbe essere associato un aumento dei ricoveri per sanguinamenti gastroduodenali.

Queste conclusioni trovano conferma anche in un secondo studio di cui si sta discutendo in questi giorni, lo Studio FATA (Fans Analysis Therapeutical Audit), condotto dalla Società Italiana Medicina Generale (SIMG).

Il dato che sembra emergere da questo studio è sorprendente: la sostituzione della nimesulide con altri farmaci della stessa categoria non ha comportato l’attesa riduzione del rischio di danno epatico, che è rimasto molto raro, ma ha determinato un aumento dei disturbi gastrointestinali e un incremento delle prescrizioni dei farmaci antiulcera. Una circostanza che, come commenta Guido Fanelli, coordinatore della commissione Terapia del dolore e cure palliative del Ministero della Salute, “oltre a comportare un peggioramento della qualità di vita dei pazienti, ha certamente inciso sulla spesa sanitaria nazionale”.

I due studi menzionati suggeriscono, dunque, che la nimesulide ha un profilo di sicurezza generale in linea con quello degli altri farmaci antinfiammatori, grazie anche al corretto utilizzo che ne è sempre stato fatto in Italia, e che pertanto può essere considerata un'alternativa efficace nelle condizioni di dolore infiammatorio. Naturalmente come per tutti gli altri farmaci vige il buon senso della regola “farne uso appropriato e consapevole”, nel pieno rispetto delle sue indicazioni e dei consigli del medico.

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