Berlusconi: il crocifisso rimane nelle classi
"Non è una sentenza coercitiva, non c'è nessuna possibilità di coercizione che ci impedisca di tenere i crocefissi nelle aule". Silvio Berlusconi torna a parlare della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sui crocifissi nelle aule scolastiche. Il premier ha ribadito tutte le sue perplessità nei confronti di questa decisione spiegando che qualunque sia l'esito del ricorso presentato dal governo italiano "non ci sarà capacità coercitiva".
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NON RISPETTA LA REALTA' - Berlusconi ha poi aggiunto che la decisione della Corte dei diritti dell’uomo «Non è rispettosa della realtà: l’Europa tutta e in particolare l’Italia non può non dirsi cristiana. Quando sono stato presidente del Consiglio Europeo - ha ricordato ancora il premier -condussi una battaglia per introdurre nella Costituzione le radici giudaico-cristiane, ma Paesi laici e laicisti come la Francia di Chirac si opposero e siccome serviva l’unanimità non riuscimmo a introdurle". Comunque, "Se c’è una cosa su cui anche un ateo può convenire è che questa è la nostra storia. Ci sono 8 paesi d’Europa che hanno la croce nella loro bandiera... Cosa dovrebbero fare cambiare la loro bandiera?".



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