Il ciclone Lara Comi (europarlamentare Pdl-Ppe) sulle spiagge italiane: "A rischio Ischia, Capri e la Sardegna"
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| Lara Comi, la più giovane europarlamentare del Ppe. Ecco chi è. LA SCHEDA |
"Quello che abbiamo in Italia - spiega l'europarlamentare - è un sistema che ha una concessione che viene costituita in modo perenne, con un rinnovo automatico. Questo non sarà più possibile a partire dal 2015. Sarà invece necessario costituire a livello regionale delle commissioni per creare dei bandi di assegnazione delle nuove spiagge. Sia per quelle libere che per quelle che ora sono in concessione".
Ma come verrà deciso il periodo di concessione e per quanto tempo verranno concesse le spiagge? 
"Il periodo di concessione deve essere stabilito Regione per Regione e può variare dai 6 ai 20 anni. Anche se quest'ultimo caso è sconsigliato perché si tratta di un periodo troppo lungo. L'Unione Europea consiglia un periodo che va dai sei ai dieci anni al massimo".
Onorevole, in che cosa consiste il suo progetto?
"Quello che ho istituito è un gruppo di lavoro che si chiama "Working group on the beach" nel quale i vari parlamentari che hanno aderito, appartenenti al Pdl, Pd ma anche all'Italia dei Valori, dovranno cercare di collaborare con i consiglieri regionali e gli assessori al turismo per trovare una soluzione e creare un bando. Bando che non potrà prevedere nessun tipo di prelazione. Questo è il problema. Quindi le piccole medie imprese che sono già concessionarie non avranno nessun diritto di poter riacquistare, con una certa prelazione, le spiagge che ora hanno in gestione".
Un vero problema che rischia di lasciare a casa intere famiglie. Ma ora che situazione si trova sulle spiagge italiane?
"Adesso i bagnini stanno cercano di non investire più sui loro litorali. Quindi c'è un abbassamento della qualità e dei servizi che, ovviamente, andrà avanti fino al 2015. I concessionari inoltre stanno cercando di alzare i prezzi: devono guadagnare il più possibile perché non sanno che cosa li attenderà. Senza contare che il problema della disoccupazione è molto sentito. Bisogna considerare che tutte le imprese sono a gestione familiare e che quindi non hanno dei capitali importanti da investire. Quindi difficilmente potranno avanzare aste per ottenere nuovamente le concessioni".
Nessuna prelazione ha detto...
"Esatto. La concessione dovrà essere data attraverso un'asta o un bando. Ovviamente rispettando determinati criteri decisi Regione per Regione. In linea di massima, però, certi parametri dovranno essere rispettati, come qualità, pulizia e accesso alla spiaggia".
Quali sono i criteri che devono essere rispettati dal bando? 
"Questo è un grosso problema perché non ci possono essere criteri che limitino la libera concorrenza. Quindi, ad esempio, la nazionalità non potrà rientrare nei presupposti del bando. Possiamo però trovare criteri paralleli che tutelino le piccole medie imprese o le attività giovanili. Anche perché bisogna ricordare che i bandi sono trasversali su tutto il territorio europeo. Questo vuol dire che se un giovane inglese è interessato ad acquistare la spiaggia di Santa Margherita Ligure potrà farlo...".
Questo comporterà meno lavoro per gli italiani?
"Sì, sono a rischio circa 35mila famiglie. Però bisogna anche valutare la situazione che si trova adesso sulle spiagge: le concessioni costano veramente poco e i gestori hanno molti ricavi. Basta considerare che per una spiaggia di area medio-grande si investono circa 2mila euro all'anno di affitto ma il ricavo è molto alto: circa 200- 300 mila".
Lei ha già iniziato a proporre il suo progetto. Quali regioni hanno aderito?
"La prima è stata la Liguria. Insieme con le varie associazioni di categoria liguri ed il Parlamento Europeo abbiamo creato una commissione per la creazione del bando. Io sarò presente per verificare che le norme che verranno decise non vadano contro la legge Ue. Come tra l'altro è già accaduto in Friuli Venezia Giulia, dove nel bando è stata inserita anche una norma che prevedeva il diritto di prelazione".
Ma con questa legge dell'Unione Europea non si rischia che la Mafia possa tentare di gestire le spiagge del Sud?
"Questo è un rischio che si corre. Dobbiamo fare in modo che ci siano maggiori controlli, soprattutto al Sud. E' come con la contraffazione. Noi abbiamo il dovere di aumentare i controlli e creare dei criteri regionali più restrittivi. E soprattutto dobbiamo fare in modo che le Regioni diventino più responsabili".
Che cosa si aspetta adesso? 
"Mi aspetto che le Regioni rispondano bene e si attivino. Ma anche che le associazioni balneari capiscano che su questa direttiva non ci sarà nessuna deroga: la situazione è quella e non si può cambiare. Si deve smettere di pensare che in Italia si possano trovare sempre soluzioni alternative. Non funziona così".
Che tempi occorrono?
"Io vorrei fare un bando al massimo entro il 2012. Se le Regioni facessero i bandi prima del 2015 ci sarebbe anche una maggior tutela del consumatore. In questo modo si avrebbe già la certezza che chi avrà la spiaggia inizierà gli investimenti...".
Investimenti che ovviamente verranno compresi come criterio fondamentale del bando...
"Certo. Chi darà un maggior servizio sarà sicuramente avvantaggiato. In Italia bisogna utilizzare un sistema simile a quello spagnolo creando qualità e abbassando i prezzi".
Secondo lei i concessionari, sapendo di non poter aver diritti di prelazione sulla spiaggia e di poter gestire la spiaggia per un periodo limitato, investiranno ugualmente?
"Sì perché l'investimento dovrà essere ammortizzato in meno di dieci anni (se la concessione è tale). Quindi la spesa dovrà essere ammortizzata in cinque perchè poi il gestore dovrà anche ricavarne un utile. Bisogna anche considerare che la spiaggia dà utili alti e quindi anche se non ci sarà la prelazione chi ha già un attività avviata ha il suo guadagno".
Quali saranno le spiagge a rischio?
"Non credo che in aree piccole come molte di quelle liguri ci sarà l'eventualità di stranieri che partecipino all'asta delle aree demaniali. Il problema si verificherà in aree come Santa Margherita, Capri, Ischia e la Sardegna. Insomma, le aree rinomate che hanno un turismo straniero potranno essere più appetibili".
Di Floriana Rullo



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