Il 40% degli italiani vive a rischio sismico
Il 40% della popolazione italiana risiede in zone a rischio terremoti. E' quanto emerge dal rapporto "Terra e sviluppo. Decalogo della terra 2010", realizzato dal centro studi del Consiglio nazionale dei geologi italiani, con la collaborazione del Cresme, e presentato stamani a Roma nella sala della Protomoteca del Campidoglio. 
I comuni potenzialmente interessati da un alto rischio sismico sono 725, con 3 milioni di abitanti, e quelli a medio rischio 2.344, con 21,2 milioni di abitanti. Lo studio ricorda anche che "il 60% degli 11,6 milioni di edifici a prevalente uso residenziale e' stato realizzato prima del 1971, mentre l'introduzione della legge antisismica per le costruzioni in Italia è del 1974".
Tra le regioni, la maglia nera spetta alla Campania, dove oltre 5,3 milioni di persone vivono in aree ad elevato rischio sismico. Seguono la Sicilia (4,6 milioni), la Toscana (2,7 milioni), la Calabria (2 milioni), il Lazio (1,7 milioni) e, quasi a pari merito, Marche e Emilia-Romagna (1,4 milioni circa)



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