Gli avvocati occupano il Tribunale di Avezzano. "Non ci sopprimono, ma ci asfissiano"

di Lorenzo Lamperti
"Qui non ci sopprimono, ma ci asfissiano". Leonardo Casciere, presidente della Camera penale di Avezzano, spiega così in un'intervista ad Affari la situazione del tribunale locale, che sta rischiando la chiusura. La riorganizzazione dei tribunali circondariali rischia di far sparire quello che Casciere definisce "un presidio fondamentale per tutto il territorio della Marsica. L'effetto sarebbe devastante per i 36 comuni del nostro circondario".
Ad Avezzano dovevano arrivare tre nuovi magistrati, ma all'ultimo momento sono finiti a Teramo e Pescara: "Il Csm ha preso una decisione assurda, dovevamo reagire per forza". Lunedì 5 dicembre gli avvocati hanno occupato il Tribunale: "Ma oggi non ci hanno nemmeno concesso un presidio fisso. Se non si trova una soluzione passeremo a proteste molto più dure".
L'INTERVISTA
Come mai gli avvocati del Tribunale di Avezzano stanno protestando?
"La nostra è una situazione incredibile. Avezzano non è una provincia ma copre un territorio molto vasto. Ma non siamo una provincia e vicino a noi c'è il Tribunale di L'Aquila, che è di gran lunga inferiore ad Avezzano come mole di lavoro però è capoluogo di regione. Ci troviamo in una situazione difficile perché abbiamo un organico molto al di sotto delle necessità. Qui ci sono tanti casi, tra i quali anche delle infiltrazioni camorristiche. Abbiamo tutti i parametri per continuare a operare, non siamo un tribunale provinciale. Quindi noi diciamo solo una cosa ai legislatori: 'Le regole le avete dettate voi, però adesso queste regole rispettatele'. Non chiediamo nient'altro.
Il Tribunale di Avezzano rischia la chiusura?
"Purtroppo sì. Ma bisogna fare sì che il territorio non venga spogliato di questo presidio che lavora e lavora sul serio. Dal 2007 in poi Avezzano rientra tra i tribunali più produttivi, ma per continuare a svolgere il nostro mestiere al meglio bisogna che si coprano i vuoti di organico. Altrimenti chi non lo fa usa un metodo subdolo: non ti sopprimono, ma ti asfissiano".
Perché non vengono coperti i vuoti di organico?
"Ci erano stati destinati tre magistrati di prima nomina ma poi di punto in bianco il Csm ha deciso di non fare nulla. Non solo ce li ha revocati, ma poi li ha anche mandati a Teramo e Pescara. E' stato un segnale molto brutto per noi. Bisognava per forza reagire in qualche modo, anche perché il nostro è il terzo tribunale d'Abruzzo. E' un dato incontestabile. Senza contare che la Marsica è il 50% del territorio e della popolazione dell'intera provincia".
Come avete deciso di reagire?
"Lunedì 5 dicembre abbiamo occupato il Tribunale. La protesta contro la riorganizzazione dei tribunali circondariali era stata decisa già il 29 novembre scorso ma dopo questo ultimo evento abbiamo anticipato le nostre mosse. Per assicurare le urgenze abbiamo fatto richiesta al presidente del tribunale e ai cancellieri di concederci un presidio permanente. Ce lo hanno rifiutato. Siamo quindi stati costretti a modificare la protesta, perché non c'è nessuna collaborazione da parte di questi signori".
In che modo proseguirà la protesta?
"Faremo un presidio dove spiegheremo ai cittadini i motivi della protesta. Se non si trovano delle soluzioni da sabato in poi ripartiremo con forme di protesta ancora più dure. Stiamo già programmando una grossa manifestazione per il 13 o il 17 dicembre. Stiamo coinvolgendo tutti i comuni, insieme ai cittadini e alle forze politiche".
La manovra finanziaria dello scorso agosto prevede, nell'ambito dei tagli della spesa pubblica, un riordino delle circoscrizioni giudiziarie. Lei che ne pensa di questa disposizione?
"Non c'è nessun guadagno. E' stata una decisione frettolosa e superficiale basata sull'errato presupposto che potrebbe servire a ridurre i costi pubblici. Si risparmierebbero circa 80 milioni cancellando 52 tribunali sul territorio nazionale. E' un granello di sabbia nel deserto del Sahara. E facendo questo si cancellerebbero degli importanti presidi di giustizia in zone anche molto delicate. L'effetto di questa riforma sarebbe devastante per i 36 comuni del nostro circondario: l'allontanamento della sede giudiziaria comporterebbe gravosi disagi e aumenti di spesa per tutti i cittadini".
Che cosa si sente di chiedere al ministro della Giustizia Severino?
"Al ministro diciamo di avere equilibrio. Lei è un'avvocato e dovrebbe capire le varie situazioni sul territorio. Dovrebbe capire tutte le realtà prima di prendere decisioni affrettate. E si ricordi che noi, da Cassino a L'Aquila, quindi da una dorsale della Campania fino all'Abruzzo passando per il Lazio, siamo l'unico presidio".



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