Equitalia le chiede 2 milioni. Le intercettazioni le paga l'imputata

Le intercettazioni costano. E anche parecchio. Ma non solo allo Stato, anche agli imputati. Almeno per un'operaia bosniaca che vive a Schio, Vicenza. La donna è stata raggiunta da una cartella esattoriale di dimensioni incredibili. Equitalia chiede alla donna una somma record: due milioni, 182mila e 87 euro.
La donna era una delle 12 persone arrestate nel 2007 per traffico di droga ed eroina. Agli imputati erano stati comminate pene per 178 anni di reclusione complessivi. Ora le viene chiesto di pagare le spese relative alle intercettazioni effettuate durante le indagini. Questo perché tra gli imputati è l'unica che ha uno stipendio e che possiede dei beni. E' già stato pignorato il suo stipendio di dicembre. Adesso la 40enne difesa dall'avvocato Claudio Tasin ha fatto ricorso al Tribunale di Vicenza per cedere solo un quinto dello stipendio.
Il provvedimento avrebbe però colpito anche il marito a cui sarebbe stato pignorato il conto corrente, con il rischio per la coppia (con due figlie di 10 e 4 anni) di dover rinunciare alla casa acquistata con un mutuo. La somma miloinaria non è l'unica a carico della donna. La Corte d'appello di Trento l'aveva già condannata a pagare una multa di 12mila euro.
Quanto tempo hanno moglie e marito per pagare il modico assegno? Due mesi. L'impressione è che difficilmente Equitalia si vedrà rimborsare tale cifra.



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