Si svegliano due vulcani, a rischio i voli in mezzo mondo
Ci sono due vulcani, nel mondo, che vogliono far passare in secondo piano l'islandese Eyjafjallajkull, le cui ceneri invasero giusto un anno fa i cieli d'Europa, paralizzando i voli di mezzo mondo. Il primo è il Puyehue-Cordon-Caulle, in Cile, un complesso vulcanico in eruzione da oltre una settimana che sta creando innumerevoli disagi tra gli stati vicini. E che sta mettendo a rischio i voli in mezzo mondo. 
Le sue ceneri ad un'altezza tra i 6.000 e gli 11.000 metri, hanno sorvolato l'Oceano Pacifico sbarcando in Australia e Nuova Zelanda. Inevitabile il blocco di numerosi collegamenti aerei tra Australia, Tasmania e Nuova zelanda, con circa 8.000 passeggeri a terra e mete turistiche a forte rischio per l'estate. A Buenos Aires, ma è solo un esempio, sono stati nuovamente cancellati diversi voli. "Le condizioni meteorologiche sono peggiorate di nuovo, una nube di cenere si è diffusa nella zona dell'aeroporto internazionale". A comunicarlo l'Amministrazione dell'aviazione civile argentina (ANAC) in un comunicato stampa. Intanto un comitato di crisi si è riunito a mezzogiorno per valutare la situazione.
BAN-KI MOON TORNA IN AUTOBUS - Neanche Ban-ki Moon è scampato al vulcano cileno, che sta creando scompiglio sulle due sponde del Pacifico. Mentre nella centrale regione di Los Rios l’esercito è dovuto intervenire in sostegno della popolazione, la spessa coltre di cenere che ha ammantato diverse province argentine ha qui costretto a una deviazione anche l’aereo con cui il segretario generale dell’Onu si stava dirigendo a Buenos Aires. Banki-Moon è dovuto, alla fine, arrivare nella capitale argentina in autobus,
"Da dieci giorni a questa parte – dice il direttore del Centro di consulenza cileno per le ceneri vulcaniche, Carlos Benitez – il vulcano non ha mai smesso di eruttare. Le sue ceneri non superano ora i 5.000 metri d’altezza, ma questo non vuol dire che si stia placando. Nessuno può al momento dire cosa accadrà nel breve e nel medio termine, né quali saranno le conseguenze". La nube di cenere proveniente dal Puyehue avrebbe secondo gli ultimi rilievi raggiunto un’estensione di circa 10.000 chilometri.
A catena le ripercussioni sul traffico aereo. Se diverse compagnie sudamericane si sono accontentate di “rivestire” i reattori dei propri apparecchi, altre hanno dovuto rassegnarsi a lasciarli a terra. Più di 50.000 i passeggeri coinvolti anche in Australia e Nuova Zelanda, ma cancellazioni si sono registrate soprattutto nei voli da Buenos Aires e altri scali argentini.
CAOS ANCHE PER IL VULCANO IN ERITREA - Ma non è tutto. Incombe sui viaggiatori anche il focolaio in Eritrea, dove un cratere "in sonno" dal 1861, il Dubbi, ha cominciato ad eruttare e ieri ha aumento l'espulsione di cenere e lapilli che, secondo i rilevamenti del Volcanic Ash Advisory Centre (Vaac), superano ormai i 13.000 metri d'altezza. L'eruzione ha costretto il segretario di Stato americano Hillary Clinton, ad Addis Abeba per un incontro con i Paesi dell'Unione africana (Ua), ad accorciare il viaggio e a ripartire per non rischiare di rimanere bloccata (come già successo a Obama in Gran Bretagna e Irlanda a fine maggio per il vulcano islandese). La nuvola di cenere si sta infatti progressivamente avvicinando alla capitale etiope.
ALLERTA SUI VOLI - Le compagnie aeree che gestiscono voli nell'Africa orientale sono in allerta. Il portavoce di Ethiopian Airlines, Getachew Tesfa, ha detto che finora nessun volo è stato interrotto ed esperti di meteorologia stanno seguendo con attenzione la questione. Il portavoce di Lufthansa, Marco Dall'Asta, ha spiegato però che i voli da Francoforte alle capitali dell'Etiopia e dell'Eritrea, Addis Abeba e Asmara, potrebbero subire cancellazioni o ritardi a causa del vulcano.



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