I tecno-ospedali hanno allungato la vita di 11 anni
Le tecnologie mediche che hanno invaso i nostri ospedali dagli anni 60 ad oggi hanno permesso di allungare l'aspettativa di vita alla nascita che, per uomini e donne, è passata mediamente da 68,2 a 79,1 anni. Inoltre, l'aumento della spesa sanitaria di un paese e' a sua volta determinante nell'aumento dell'aspettativa di vita dei suoi cittadini, pertanto un taglio della spesa sanitaria da parte dei policy maker per ridurre il deficit accumulato dopo la crisi finanziaria del 2008, potrebbe influenzare negativamente lo stato di salute della popolazione e produrre un effetto boomerang creando un aumento futuro della richiesta di risorse sanitarie.
E' quanto emerso da una ricerca coordinata dall'italiano Francesco Moscone che lavora presso la Brunel Business School della Brunel University nel Middlesex, che sara' presentata in occasione del 2° Health Econometrics Workshop, dal 15 al 17 luglio presso l'Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Roma, una tre giorni di lavori che, organizzata e promossa da CRISP - centro di ricerca interuniversitario per i servizi di pubblica utilita', Universita' degli Studi di Milano-Bicocca, facolta' di Economia dell'Universita' Cattolica di Roma, Universita' degli Studi di Bergamo, vede riuniti professionisti e accademici di alto profilo per discutere su nuovi metodi e applicazioni di Econometria Sanitaria.

Svolta insieme con i ricercatori Elisa Tosetti della Uninversity of Cambridge e Badi Baltagi della Syracuse University, si tratta della prima ricerca che studia l'impatto delle tecnologie mediche adottate in un paese sull'aumento dell'aspettativa di vita dei suoi cittadini. "I risultati suggeriscono che le differenze fra paesi nell'adozione di tecnologie mediche sono l'elemento principale nello spiegare le differenze esistenti nell'aspettativa di vita fra i paesi sviluppati" - ha spiegato il professor Moscone.
"Esistono nazioni che adottano e diffondono la tecnologia medica piu' velocemente di altre aumentando notevolmente la produttivita' sanitaria, che, in ultima analisi, si traduce in un miglioramento della salute pubblica. Il nostro studio, inoltre, al contrario di molti lavori, dimostra che all'aumentare della spesa sanitaria corrisponde un miglioramento dell'aspettativa di vita sia pure lieve. Pertanto, questi risultati suggeriscono che un taglio della spesa sanitaria da parte dei policy maker per ridurre il deficit accumulato dopo la crisi finanziaria del 2008, potrebbe influenzare negativamente lo stato di salute della popolazione e creare un aumento futuro della richiesta di risorse sanitarie".



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