I figli della crisi

Sabato, 5 settembre 2009 - 16:44:00

Finlandia: il più alto tasso di nascita del decennio.
Le statistiche confermano che in Finlandia c'è stato un boom delle nascite nel 2008 e questa tendenza sembra stabile.  Nel 2008 sono nati otto mila bambini in più rispetto al 2007.  Il tasso di natalità finlandese ha raggiunto il suo livello più alto di questo decennio: 1,85 figli per donna contro 1,83 nel 2007.  Un tasso di fecondità così elevato nel 2008 si era registrato in Finlandia soltanto nel 1994.

Est Europa: l’effetto “catch-up”.
Sembra che il boom delle nascite riguardi anche diversi paesi dell'Europa orientale.  Secondo gli esperti, il denominatore comune è l’effetto “catch-up": dopo anni di stenti durante la transizione dal comunismo ad un'economia di mercato, molte coppie hanno rinviato la decisione di creare una famiglia. In Polonia, secondo Euractiv.pl, mentre le statistiche documentano l’aumento delle nascite, i mezzi d’informazione mostrano la carenza di reparti di maternità, con stanze e corridoi pieni. Nelle cliniche private non si vedono simili problemi, ma diventare genitore costa oltre 3000 euro. In Bulgaria, le nascite registrate nel secondo semestre del 2009 mostrano una crescita del 7% rispetto allo scorso anno.  In periodi di crisi, sostengono gli analisti, i bulgari tendono a sfidare le avversità: la regione più povera della Bulgaria, attorno alla città di Montana nel nord-ovest del paese, ha registrato un aumento record delle nascite del 30%.


Probabilmente anche in Romania vi è un boom delle nascite, ma è difficile da misurare, in quanto centinaia di migliaia di giovani rumeni lavorano all'estero, in particolare in Italia e Spagna.  Professor Ioan Bolovan, dell’Università Babes Bolyai di Cluj, ha rilasciato questo parere a Euractv.ro: “Non credo che nei prossimi anni la Romania potrà esserci un aumento delle nascite come in altri paesi dell'Ue, perché le nostre realtà sono molto diverse.  La Romania non ha politiche per la famiglia coerenti e regolari come quelle di altri Stati membri.  Abbiamo solo misure isolate e manca una visione chiara.  La cattive condizioni di salute della nostra economia e la mancanza di qualsiasi strategia di medio e lungo termine contribuiscono a peggiorarere la realtà”. (cc)
 

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