I Forconi vanno avanti, la Sicilia è nel caos
"Si e' messo in moto il buon senso. La rabbia va governata. I siciliani non possono sopportare oltre il fermo del trasporto. La pressione esercitata sul governo regionale per i provvedimenti di competenza e' approdata a soluzione parziali che il presidente Lombardo, nel corso di un ulteriore incontro che si e' tenuto stamattina, ha garantito di realizzare nel piu' breve tempo possibile. La Sicilia rimane in stato d'agitazione e aggiunge Roma come sede di protesta per rivendicare i diritti di un popolo da sempre bistrattato. Quella che ha visto migliaia di siciliani sulle strade e' gia' una pagina di storia della Sicilia". Lo afferma in una nota il presidente del Comitato Forza d'urto Mariano Ferro, che, confermando il permanere dello stato d'agitazione, annuncia lo stop del fermo del trasporto e lo spostamento della sede della protesta a Roma.
IN FILA PER CIBO E CARBURANTE - La situazione in Sicilia, dunque, resta difficile. Davanti al Palazzo della Regione ci sono oltre cento auto incolonnate lungo tutto il perimetro della piazza, con i motori spenti. Gli automobilisti sono in coda dall'alba, aspettano di fare rifornimento. Mentre le auto sono in fila, centinaia di persone a piedi sono accalcate alla pompa di benzina, in mano hanno bidoni e bottiglie in plastica. Chi riesce a riempire il contenitore fugge di corsa, come per proteggere il bene, che dopo cinque giorni di blocchi, è ritenuto prezioso. Nei supermercati, con gli scaffali dei latticini semivuoti e dove mancano soprattutto latte e acqua minerale, regna l'incertezza. Alla Conad di corso Calatafimi, uno dei quartieri più popolosi della città, la gente fa la fila con i biglietti in mano per Scaffali vuoti acquistare carne e pollo. Il bancone è quasi vuoto. «Questa che vede è la merce che avevamo in deposito - spiega un dipendente - ma le scorte stanno per esaurirsi». Non si sa ancora quando arriverà il tir con il nuovo carico. «Ci dicono che ci saranno problemi forse fino a mercoledì», giorno in cui il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, dovrebbe incontrare a Roma il premier Mario Monti per affrontare i temi posti da autotrasportatori, contadini e pescatori, tra cui i rincari del carburante, dei pedaggi autostradali, dei traghettamenti e i disagi dovuti alla crisi che hanno aggravato le condizioni economiche delle fasce più deboli, sempre più indebitate, con i mutui e le cartelle esattoriali da pagare.
MORSELLO: TRASPORTO MERCI DEVE RIPRENDERE - "È urgente che riprenda normalmente il trasporto merci in Sicilia". Lo dice Martino Morsello, leader del "Movimento dei Forconi" rivolto agli autotrasportatori. Intanto però conferma che la protesta in Sicilia proseguirà fino al 26 gennaio. "In attesa che si definisca l'incontro tra il presidente della Regione Raffaele Lombardo, il governo e una delegazione dei manifestanti - aggiunge Morsello - per affrontare "il caso Sicilia", oggi più che mai bisogna evitare spaccature con i produttori". "La nostra protesta - conclude il leader del Forconi - deve essere nei presidi in modo visibile facendo scorrere normalmente tutti i mezzi, compresi quelli che caricano merci e contribuiscono al reddito delle aziende".
BERSANI, BASTA BLOCCHI O INTERVENGANO PREFETTI - Pier luigi Bersani ha invocato il pugno di ferro contro i blocchi in Sicilia. "Capiamo il disagio, il problema, c'e' stata una prima adesione anche della popolazione a una protesta che e? parsa spontanea", ha spiegato il segretario nel suo intervento all'assemblea nazionale del Pd. "Ma adesso in molte zone della Sicilia un anziano che scende a fare la spesa non trova niente, ci sono blocchi e intimidazioni", ha ricordato. Dunque, in vista dell'incontro di mercoledi' del presidente Raffaele Lombardo con il premier Mario Monti, "o fermano il blocco o se non sbloccano si chiamano i prefetti", ha ammonito.
CENTRI SOCIALI OCCUPANO EDIFICIO, "VICINI A LOTTA" - "Con questa occupazione vogliamo esprimere solidarieta' e pieno appoggio ai lavoratori in lotta, rivendicando ancora una volta la giustezza di questa protesta fatta da un grande movimento popolare". Lo affermano gli studenti, i precari, il collettivo 'Ex-Carcere', gli attivisti del laboratorio 'Vittorio Arrigoni' e un folto gruppo di artisti delle compagnie teatrali palermitane, che questa mattina hanno occupato a Palermo, in via San Basilio nel rione dell'Albergheria, uno spazio di proprieta' comunale abbandonato da anni e lasciato al degrado. Una posizione che conferma la vicinanza del mondo dei centri sociali a quello dei protagonisti della protesta che da sei giorni ha messo sotto scacco l'Isola. L'occupazione, avvenuta in risposta allo sgombero del Laboratorio Vittorio Arrigoni, dara' il via alla realizzazione, spiegano gli occupanti, "di un nuovo centro sociale fruibile al quartiere dell'Albergheria, che come e' noto e' uno dei quartieri piu' popolosi della citta' di Palermo ma anche uno in cui mancano i piu' elementari servizi sociali come asili, luoghi di aggregazione giovanile, scuole, presidi sanitari". Ma avviene anche in un contesto cittadino "che in questi giorni ha visto uno sciopero che e' riuscito a mettere sotto scacco la Sicilia intera attuato dagli autotrasportatori e dal movimento dei forconi contro la globalizzazione e la crisi di banche e speculatori, i tagli e il caro-vita imposti alla popolazione da una manovra finanziaria, quella del governo Monti, fatta di lacrime e sangue".



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