New York, in vendita il celebre Chelsea Hotel
Il "mitico" Chelsea Hotel di New York è in vendita. Nella sua ultrasecolare storia ha ospitato artisti di fama mondiale, da Dylan Thomas a Arthur Clarke, da Andy Wharol a Bob Dylan. Dopo un tentativo di rilancio, le tre famiglie di origine ungherese azioniste di maggioranza hanno deciso di non ristrutturarlo e metterlo sul mercato. Troppo caro cercare di riportare a nuova vita un edificio vecchio di un secolo, nonostante il suo fascino.
Conti alla mano, è meglio venderlo che ristrutturalo. È quanto ha detto al Wall Street Journal uno dei proprietari, Paul Brounstein. "Il modo in cui noi vorremmo continuare a gestire l'hotel non è necessariamente il modo in cui funziona il mercato". Il Chelsea è aperto dal 1884 e ha contribuito alla storia della cittò, con i suoi mattoni rossi in stile Queen Anne, la sua grande scala in legno, i suoi balconi in ferro battuto .
Ma è finito il tempo in cui era il rifugio degli artisti. Qui nel 1953 Dylan Thomas si prese l'ultima, fatale sbronza. Qui Sid Vicious, leader dei Sex Pistols, nel 1978 uccise a coltellate la fidanzata Nancy Spungen. Qui Arthur Clarke scrisse «2001: Odissea nella spazio». Qui Leonard Cohen compose «Chelsea Hotel n. 2», brano dedicato proprio all'atmosfera bohemienne dell'edificio. Qui Bob Dylan compose 'Sad Eyed Lady of the Lowlands'. Le 250 camere del Chelsea, distribuite su 11 piani, hanno fatto il loro tempo.
"Io credo che il quartiere sia cambiato in modo più veloce di quanto non abbia fatto l'hotel - ha detto Brounstein -. È ormai diventato qualcosa di anacronistico per un hotel non tenersi al passo coi tempi". Il fascino c'è ancora tutto, e il nome rappresentato un oggettivo valore di mercato. Ma è proprio in funzione di quel 'marchio' così profondamente newyorkese che i proprietari cercano oggi un nuovo compratore. Il tempo della boheme a New York è finito da un pezzo. Ora è la crisi economica ad attraversare Manhattan, mentre l'atmosfera che si respira nel quartiere di Chelsea è tutta boutique, design e modelle. Non c'è più posto per gli artisti. Tanto vale vendere.



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