Perugia/ Il circolo-hotel è una casa chiusa. Nei guai sessantenne
Di Francesco Bertoucci
Durante dei controlli i carabinieri hanno scoperto un giro di prostituzione dentro un locale del capoluogo umbro. Tredici le squillo trovate, la titolare arrestata con l'accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Squillo, clientela pagante e sesso a ore: un po' troppo per un circolo. Finisce in manette una sessantaduenne di Perugia proprietaria di un circolo privato e di un hotel. Durante una serie di controlli nei locali del capoluogo umbro da parte dei carabinieri, i militari dell'arma hanno deciso di fare un blitz congiunto all'interno di un circolo privato e di un hotel adiacente che ne porta lo stesso nome: “Il Barone”.
Mentre i carabinieri dentro il circolo di via Tuderte trovavano numerose ragazze che si intrattenevano con i 'soci', i militari entrati dentro l'hotel trovavano un italiano che usciva da una delle camere dell'albergo in compagnia di una ragazza brasiliana. Chiesti i documenti, l'italiano svuotava il sacco e faceva conoscere come si svolgeva l'attività del circolo.
Una volta entrato dentro “Il Barone”, l'avventore conosceva e concordava la prestazione sessuale – retribuita – con la ragazza scelta. Su indicazione della ragazza che nel frattempo era già salita in camera, l’uomo andava alla reception dell’Hotel, diceva al portiere il nome della giovane e,dopo aver pagato 50 euro per la stanza, riceveva in consegna le chiavi della camera occupata dalla ragazza richiesta. Raggiunta quindi la stanza, incontrava la giovane, la pagava e usufruiva della prestazione sessuale.
Stando alla confessione del cliente, ogni frequentatore del locale era solito muoversi in questo modo. La versione fornita dall’uomo veniva confermata integralmente dalla giovane brasiliana. La squillo puntualizzava che per poter utilizzare la camera doveva versare 65 euro al giorno alla titolare che, sempre stando alla brasiliana, sapeva benissimo che quasi tutte le ragazze presenti dentro all'Hotel – 13, tra cui italiane, russe, brasiliane, marocchine, rumene e ungheresi – si prostituivano tanto che aveva messo a disposizione delle giovani anche una stanza dove prelevare lenzuola e asciugamani puliti da usare con i clienti prima di avere rapporti sessuali.
In pratica alla 'maitresse' venivano versati 65 euro al giorno da ogni squillo, 50 euro dai clienti per la camera che la prostituta aveva già affittato oltre a 20 euro per accedere al circolo e 10 euro a bevuta. Per entrare, bastava consegnare un documento di identità e pagare. Nota particolare è che nonostante circolo e hotel siano divisi da una porta e, visti dal fuori, appaiono come due locali scinti, in realtà oltrepassata la porta di ingresso si trova una scalinata che collega l’hotel al circolo privato di modo da far salire direttamente le ragazze all'interno delle stanze ad attendere il cliente in questione.
La titolare e presidente del club è finita in manette con l'accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione mentre i due figli, uno 40enne e l'altro 38enne, soci e consiglieri del circolo, sono stati deferiti all'autorità giudiziaria perché utilizzavano impianti audiovisivi ed altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.



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