Haiti/ Msf: "Situazione caotica. Curati mille feriti". La testimonianza

Giovedì, 14 gennaio 2010 - 12:09:00

Sono drammatiche le testimonianze che arrivano da Haiti, dopo il terremoto di magnitudo 7 che ha devastato l'isola. Il Dr. Greg Elder è uno dei coordinatori di MSF a Haiti. Lo abbiamo contattato a Port-au-Prince 24 ore dopo il terremoto.

Qual è la situazione sul terreno da quando il terremoto ha colpito Haiti?
Siamo stati in grado di comunicare rapidamente con le equipe dopo il terremoto e di mantenere un contatto con loro per gran parte della notte (tra il 12 e il 13 gennaio) e gran parte della giornata di oggi (13 gennaio), ma certamente le comunicazioni rimangono problematiche.  Ciò che sappiamo in questo momento – e il nostro team è stato in grado di fornirci un quadro della situazione di quanto accaduto nel corso della serata (del 13 gennaio) – è che la situazione è caotica. La gente è per strada, non sa dove andare, dove rivolgersi per ricevere aiuto. Abbiamo dovuto girare a piedi per le strade per valutare il livello dei danni alle nostre strutture sanitarie e anche in altre per potere capire se all’indomani del terremoto ci sarebbero state strutture sanitarie funzionanti.

La maggior parte della popolazione continua a dormire all’aperto per paura di rimanere all’interno di edifici danneggiati, e questo vale anche per la maggior parte dei nostri operatori.

MSF era già presente a Haiti con strutture sanitarie funzionanti. Sono ancora operative, e come vi state organizzando per ricevere ulteriori risorse?

Abbiamo tre strutture ospedaliere – tra cui un centro traumatologico e un ospedale specializzato in cure ostetriche – e circa 800 operatori a Port-au-Prince. Queste strutture sono state danneggiate così gravemente che abbiamo dovuto evacuare i pazienti verso i terreni confinanti. Ma siamo stati in grado di allestire dei pronto soccorsi con tende nel corso della giornata di mercoledì. Questi centri sono stati ovviamente presi d’assalto. Le nostre equipe hanno curato oltre mille persone che presentavano fratture aperte e altre ferite nelle nostre strutture provvisorie in giro per la capitale.

SISTEMA SANITARIO PRECARIO- A Port-au-Prince il sistema sanitario è totalmente precario e gli ospedali che abbiamo visitato nel corso della prima notte e il giorno successivo sono sovraffollati. Stiamo quindi cercando di colmare il gap nel breve periodo e poi rinforzare le nostre equipe con l’arrivo di altri 70 operatori umanitari internazionali nel corso di questi giorni, tra cui diverse equipe chirurgiche (due di queste in partenza giovedì mattina da Miami, in Florida). Un aereo cargo è in partenza giovedì 14 gennaio con il materiale necessario per allestire un ospedale da campo gonfiabile con 100 posti letto e due sale operatorie.  

Può darci un’idea della dimensione del disastro?
Port-au-Prince è una città normalmente sovraffollata e con scarse infrastrutture. Prima del terremoto la città,con 3,5 milioni di abitanti di cui la metà vive in bidonville, aveva 21 strutture sanitarie pubbliche, inclusi quattro ospedali. Il sistema sanitario pubblico era marginalmente funzionale prima del disastro e non è in grado di affrontare un’emergenza di queste proporzioni, e per far fronte alla situazione ha bisogno di un sostegno internazionale e del lavoro delle organizzazioni internazionali.

Quindi, si tratta di un evento assolutamente catastrofico, e nessuno in questo momento è in grado di determinarne la reale portata in termini di feriti e vittime: passerà ancora del tempo prima di potere avere un’idea precisa, poiché le persone sono ancora seppellite sotto le macerie.

RACCOLTA FONDI- Medici Senza Frontiere (MSF) lancia una raccolta fondi straordinaria per potere continuare a soccorrere le vittime del devastante terremoto che ha colpito Haiti.

I fondi raccolti verranno utilizzati sia per rispondere all’emergenza in corso, sia per i progetti ordinari di assistenza medica una volta che sarà terminata la fase di emergenza. MSF lavora a Haiti dal 1991.

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