Ad Haiti non si scava più. Orrore per i bimbi scomparsi dagli ospedali
L'orrore si somma all'orrore ad Haiti. Il Fondo dell'Onu per l'Infanzia (Unicef) ha denunciato la scomparsa "documentata" di 15 bambini da diversi ospedali del Paese caraibico, devastato dal terremoto. La denuncia non fa che acuire i timori di traffico di minori e aumenta l'apprensione in vista di adozioni internazionali. L'Unicef, che aveva chiesto di congelare le adozioni, dice di avere la documentazione che dimostra 15 casi di scomparsa di bambini dagli ospedali, piccoli che in quel momento non erano con le loro famiglie.
L'agenzia Onu, che lavora da anni ad Haiti, ricorda di aver gia' lanciato in passato l'allarme sul traffico di minori haitiani attraverso Santo Domingo e aggiunge che "sfortunatamente molti di queste reti di traffico hanno legami con il 'mercato' delle adozioni internazionali". La notizia arriva nel giorno in cui il governo accelera sul fronte delle adozioni, ma solo - tiene a precisare Palazzo Chigi- una volta accertato lo stato di adottabilita' dei bambini, dichiarato dalle autorita' haitiane. L'Onu e le ong da giorni infatti insistono sui rischi di adozioni che non siano trasparenti.
C'erano circa 20mila orfani nei quasi 200 orfanotrofi di Haiti prima della catastrofe e, dopo il sisma, ci sono probabilmente molti altri bambini lasciati senza genitori dal devastante terremoto del 12 gennaio. Secondo l'Unicef, la meta' della popolazione di Haiti, ha infatti meno di 18 anni e, nel 2007, c'erano 380.000 orfani. Di fronte alle migliaia di bambini abbandonati alla loro sorte, a rischio di cadere in mano della criminalita' organizzata o nel mercato delle adozioni illegali, si sono moltiplicate le richieste delle famiglie di tutto il mondo interessate ad adottare i bambini haitiani. E i governi si sono mobilitati per portare a termine i processi di adozione gia' adottati e sveltire quelli gia' avviati.

Haiti, la strage dei bambini
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In tutto il mondo molte famiglie, che avevano cominciato le procedure prima del sisma, dal 12 gennaio stanno disperatamente cercando notizie dei piccoli; altre temono che i documenti necessari siano andati persi per sempre sotto le macerie. Ma le piu' importanti organizzazioni internazionali, tra cui Unicef e Save the Children, mettono in guardia dai rischi di azioni frettolose, dicendo che e' essenziale innanzitutto cercare di riunire i bambini alle loro famiglie, verificando innanzitutto che davvero i piccoli non abbiano piu' alcun parente stretto che possa o voglia prendersi cura di loro.
Intanto, mentre l'Onu ha annunciato di aver sospeso le ricerche di eventuali dispersi sotto le macerie, la baia di Guantanamo, che ospita il carcere di massima sicurezza per i terroristi islamici, si prepara a ricevere, se necessario, un flusso di haitiani, in fuga dalla distruzione. Nella baia, sulla sponda opposta a quella in cui si trovano i quasi 200 presunti terroristi che ancora si trovano a Camp X Ray, a circa 3km di distanza in linea d'aria dal penitenziario, i militari hanno gia' allestito, oltre ai servizi sanitari, un centinaio di tende, ognuna in grado di accogliere dieci persone. Ma al momento non ci sono segnali di un'immigrazione di massa da Haiti, che dista circa 300 chilometri dalla Base Navale
LA MOBILITAZIONE DEI VIP - L'attore statunitense Leonardo Di Caprio ha donato un milione di dollari alle vittime del terremoto ad Haiti. Lo ha reso noto la Fondazione "Fondo Clinton-Bush per Haiti", diretta dagli ex presidenti Bill Clinton e George W. Bush su richiesta del loro successore Barack Obama. "Mi congratulo con Leonardo Di Caprio per la sua straordinaria generosit… - ha dichiarato Bush in un comunicato -. Questo dono manda un messaggio chiaro al popolo haitiano che l'impegno degli Stati Uniti per ricostruire il loro paese è solido".
Nei giorni scorsi molti dei vip spno scesi in campo a favore di Haiti. Tra i primi a reagire, Brad Pitt e Angelina Jolie, che hanno deciso di appoggiare con un milione di dollari l'organizzazione Medici senza Frontiere. E poi ancora Oprah Winfrey, le attrici Kirstie Alley e la ex di"Beverly Hills, 90210" Tory Spelling, le cantanti Jennifer López e Shakira.
Tra i più attivi Jimmy Jean-Louis ("Heroes"), originario di Haiti e fondatore nel 2008 della ong Hollywood Uniti per Haiti: la casa dove era cresciuto è andata completamente distrutta e l'attore ha detto di non essere riuscito a mettersi in contatto con gli anziani genitori. Anche George Clooney ha contattando i suoi amici per organizzare una maratona televisiva di vip per raccogliere fondi per l'isola caraibica devastata dal terremoto.

I bambini feriti
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