Haiti, Berlusconi: "Evitare inutili polemiche"

Mercoledì, 27 gennaio 2010 - 08:00:00

LA RICOSTRUZIONE
I DOCUMENTI

Haiti, nove fasi tra la catastrofe e la ricostruzione

Il documento integrale 1

Il documento integrale 2

Il documento integrale 3

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LE ADOZIONI

Haiti, la burocrazia stupida delle adozioni internazionali, di Antonio Galdo

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LE TESTIMONIANZE

Terremoto, Haiti raccontata dalle ong sul posto: "La gente è disperata, manca l'acqua 

L'INTERVISTA DI AFFARI

Ignazio La Russa ad Affari: "L'Italia si è mossa per prima in soccorso dei terremotati di Haiti"

LA MAPPA

LE TESTIMONIANZE DEI SOPRAVVISSUTI

Haiti/ Msf: "Situazione caotica. Curati mille feriti". La testimonianza

BERLUSCONI - "La dimensione catastrofica del sisma ad Haiti ha posto la comunità internazionale dinanzi a un compito gigantesco per alleviare le sofferenze della popolazione civile. La risposta è stata rapida, ma senza il generoso e significativo intervento degli Stati Uniti sarebbe stato tutto assai più difficile". Lo dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che aggiunge in una nota: "In situazioni critiche come questa, è purtroppo inevitabile che sorgano serie difficoltà nell'assicurare un efficace coordinamento degli aiuti. Resto tuttavia convinto che in questi casi sarebbe opportuno evitare dichiarazioni che possano involontariamente innescare polemiche, partendo dall'assunto che tutti sono impegnati in buona fede ad aiutare la popolazione di Haiti".

"Il ministro degli esteri, Franco Frattini, con il mio pieno avallo, ha già chiarito - ribadisce - la posizione del governo italiano riguardo ad alcune dichiarazioni che sono state rilasciate e hanno generato equivoci". "Ora è il momento di mettere da parte tali questioni e rafforzare - conclude Berlusconi - l'azione di sostegno alla popolazione di Haiti, un compito enorme nel quale tutta la comunita' internazionale deve fare la sua parte e nel cui svolgimento il ruolo delle Nazioni Unite, come sempre, resta cruciale"


Haiti, la strage dei bambini
LE IMMAGINI DELLA TRAGEDIA



 

LA CLINTON - Hillary Clinton si è detta "profondamente offesa" dalle critiche straniere al modo in cui gli Stati Uniti hanno gestito l'emergenza terremoto ad Haiti, e ha ribadito che Washington sta facendo tutto il possibile per aiutare il Paese caraibico. "Sono profondamente offesa dagli attacchi rivolti al nostro Paese, alla generosità della nostra gente e alla leadership del nostro presidente che sta tentando di rispondere alle condizioni disastrose dopo questo terremoto", ha detto il capo della diplomazia americana. Clinton non ha fatto riferimenti a singole critiche ma ha spiegato che "parte della stampa internazionale ha frainteso o deliberatamente travisato" la decisione dell'amministrazione americana di inviare ad Haiti soldati oltre ai civili. Negli ultimi giorni il ruolo dei militari americani era stato criticato, tra gli altri, da Fidel Castro e dal presidente venezuelano Hugo Chavez. Anche il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha definito eccessivo il numero di soldati Usa nell'isola.

CAOS SFOLLATI - Ad Haiti il conto degli sfollati è arrivato a un milione. La stima è dell'Onu, secondo la quale servono al più presto 200mila tende per ospitare il milione di persone rimaste senza casa dopo il terremoto. Per ora solo una frazione delle tende richieste sono nel Paese o in arrivo, affermano le Nazioni Unite nell’ultimo rapporto sulla situazione nell’isola. Il bisogno di tende è particolarmente urgente in vista dell’arrivo della stagione delle piogge, che ha inizio in aprile. Della situazione è possibile si discuta da domani a Davos dove 30 capi di stato e di governo e una sessantina di ministri sono attesi per la quarantesima edizione del World Economic Forum (Wef).

Secondo l'ultimo rapporto dell'Onu l'emergenza è tutt'altro che cessata anche per le necessità più immediate. Sono ancora necessari decine di milioni di pasti pronti al consumo e migliaia di persone che hanno dovuto subire amputazioni hanno bisogno di seguire terapie, precisa la nota dell’Ufficio dell’Onu per il coordinamento degli Affari umanitari (Ocha). Il governo - riferisce l’Onu - ha fatto sapere che i movimenti di popolazione verso le zone rurali a nord e ovest di Port-au-Prince sono rallentati. I soccorso sanitari si spostano gradualmente dalle emergenze chirurgiche alle cure di base, mentre continua la distribuzione dell’assistenza a Port-au-Prince e nelle altre zone colpite.

Continua intanto la discesa in campo per Haiti da parte di star di Hollywood. John Travolta e la sua compagna, Kelly Preston, sono a Port-au-Prince, dove sono atterrati a bordo di un jet personale carico di aiuti umanitari, ma anche di un’equipe di soccorso composta da 80 medici e 33 volontari della Chiesa di Scientology. Sul Boeing 707 arrivato dalla Florida c’erano quattro tonnellate di razioni alimentari. Colpito dalla tragedia del popolo haitiano, l’attore aveva prestato nei giorni scorsi uno dei suoi aerei per il trasferimento degli aiuti. Il dramma di Haiti ha messo in moto diverse star: Brad Pitt e Angelina Jolie hanno donato un milione di dollari a Medici senza Frontiere, Madonna ha promesso 250.000 dollari, il campione del ciclismo Lance Armstrong ha dato un milione attraverso LiveStrong: Il telethon televisivo organizzato dalla Cnn ha raccolto oltre 56 mln di dollari.

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