Ha 5 anni ed è malato. Mohamed ha bisogno di un trapianto. L'appello

Sabato, 12 giugno 2010 - 12:30:00

Pubblichiamo la lettera di Afef Jnifen, conduttrice e modella nonchè moglie dell'imprenditore Marco Tronchetti Provera, che ha scritto al Direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino.

La Mail: Caro Angelo, come mi puoi aiutare? Non abbiamo bisogno di soldi ma solamente di mandare  un appello alla comunità araba in Italia.
  Puoi metterlo sul tuo sito?

Grazie grazie
Afef

LA LETTERA:

Mohamed è tunisino, ha cinque anni e da tre

piccolo hamed

sopravvive grazie alle cure del San Matteo ma non si sa per quanto. Basta, infatti, un virus influenzale o una infezione di qualunque tipo per fargli rischiare la morte. Ha una malattia genetica e ha bisogno di un trapianto di midollo osseo. Il bambino non genera cellule sanguigne. Vive con un catetere conficcato nella spalla nel quale vengono inserite le terapie tre giorni a settimana per 6-8 ore.
Non riusciamo a trovare un donatore compatibile: nemmeno padre, madre e
sorella lo sono al 100 per cento.  La famiglia ha già subito la perdita di una figlia di un anno per la stessa malattia.
Mediamente in Italia un bimbo aspetta un trapianto dai sei agli otto mesi, Mohamed da tre anni. Abbiamo bisogno di fare un appello  e tenere alta l'attenzione  soprattutto per raggiungere i suoi connazionali: infatti, secondo Marco Zecca primario di oncoematologia  pediatrica del San Matteo che lo ha in cura è più facile trovare tra questi il potenziale donatore perché  dello stesso ceppo etnico. Diventano dunque essenziali le informazioni su quanto sia semplice iscriversi nel registro dei donatori di midollo osseo  ( senza la quale non si può diventare donatori per la legislazione del nostro Paese) e fare un esame del sangue gratuito. Della parte burocratica si occupa direttamente il centro trasfusionale degli  ospedali o l'Avis di qualunque città e Paese. E' chiaro che a più persone arriva il messaggio e più abbiamo possibilità di trovare qualcuno compatibile.

La famiglia. Il padre di Mohamed è un ex dipendente del Ministero delle Finanze di Sfax, capitale economica della Tunisia che insegnava contabilità e finanza anche all'università. Prima di arrivare al San Matteo di Pavia ha scritto a numerosi ospedali in Europa. Noi gli abbiamo risposto e l'abbiamo fatto venire. In Tunisia non esiste la cultura del trapianto e il sangue si paga 80 euro a trasfusione, è gratis solo per urgenze come per esempio gli incidenti. La famiglia vive grazie a un alloggio procurato da una associazione di volontariato interna al San Matteo che la sua sede proprio presso il reparto di oncoematologia pediatrica. La madre si occupa della famiglia,  la sorellina di 13 anni è integrata e va alla scuola media inferiore di Pavia.


Il Padre, fino a due settimane fa, nonostante conosca 4 lingue è riuscito a lavorare solo 45 giorni in un laboratorio di Torino, anche se in regola con i documenti. Da meno di un mese ha un posto precario come uomo delle pulizie all'interno dello stesso San Matteo.

La storia è stata pubblicata sul Corriere della Sera della Lombardia e sul sito nazionale. Sono riuscita a farli ospitare  2 volte a Mattino 5 dove è stato fatto un collegamento in diretta con Mazara del Vallo perchè c'è la comunità più grande del Paese di tunisini. La storia è stata raccontata anche su Rai 1 a Festa Italiana dove è andata  in onda il 9 aprile, sul tg3 della Lombardia e della Sicilia. Interviste e servizi sono state realizzate anche sulla carta stampata e nell'edizione locale del Giorno, Il Giornale, La provincia Pavese e il portale di Fastweb. Lunedì realizzerò una intervista e un servizio per TV2000.


Dopo le dirette televisive sono arrivate al Policlinico circa 500 telefonate ma non abbiamo ancora trovato un donatore compatibile. Fornire un aiuto è semplice : basta un prelievo di sangue in un qualsiasi ospedale o sede territoriale dell'Avis insieme alla richiesta di iscriversi al registro nazionale di donatori di midollo osseo, come previsto dalla legge. Entro fine giugno il primario di oncoematologia pediatrica dovrà prendere una decisione se non arriverà il donatore giusto per Mohamed: tentare il trapianto utilizzando quello di uno dei membri della famiglia che non è compatibile al 100 per cento. Con tutte le conseguenze mediche del caso.

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