Ha fatto 13 alla schedina nel 1981, ora i soldi
Nel 1981 riuscì a indovinare la combinazione del 13 al Totocalcio, ma lo scommettiore di Martina Franca non si è mai visto corrispondere la vincita di un miliardo di vecchie lire perché la ricevitoria smarrì la scheda. L'uomo ha per questo chiesto un risarcimento di nove milioni di euro al Coni, che che però si è sempre difeso sostenendo che alla ricevitoria in questione fosse scaduta la licenza
Lui, Martino Scialpi, venditore ambulante di Martina Franca (Taranto), le azzeccò tutte, aggiudicandosi 1 milione e 257mila lire al Totocalcio. Non vide mai una lira: al momento del ritiro del premio, non si trovò mai la matrice.
Dopo 28 anni di ricorsi, Martino Scialpi, che attualmente ha 57 anni, ha deciso di rivolgersi alla Cassazione contro la sentenza della Corte di Appello di Roma che recentemente ha respinto la sua richiesta di annullamento di una precedente sentenza emessa dalla Sezione civile nel 1985.
Nei motivi del ricorso, lo scommettitore, privato di una vincita che oggi equivale a più di 10 milioni di euro, fa presente che la ricevitoria in cui fu giocata la schedina è risultata non autorizzata in virtù di autorizzazioni e cessioni false sia nella firma che nei tempi di redazione degli stessi atti, come dimostrato da una doppia perizia grafica e merceologica. Per i legali la responsabilità è del Coni.



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