Guido Bertolaso, una reazione civile
Di Giuseppe Morello
Pensate quello che volete di Guido Bertolaso, ma una cosa gli va riconosciuta perché colpisce e spicca rispetto alla media. E cioè lo stile con cui sta gestendo questa situazione difficile.
Per capirlo basta ripassare mentalmente quello che qualunque uomo politico fa e dice usualmente in situazioni analoghe. Lo abbiamo visto mille volte: innanzitutto nessuno si dimette mai, poi vanno tutti in tv a sbracciarsi, a dire che i magistrati stanno complottando, ma nello stesso tempo sottraendosi alle domande stringenti per affidarsi a trasmissioni o giornali “amici”.
Bertolaso invece si è dimesso subito, ha dichiarato la sua fiducia nei magistrati e sul fatto che tutto si chiarirà e soprattutto non si è sottratto al confronto pubblico. Su Repubblica Eugenio Scalfari gli ha posto 10 domande (a Repubblica è ormai una fissazione questa storia delle dieci domande, le fanno ormai a tutti), e lui il giorno dopo puntualmente ha risposto senza nascondersi.
Non gli è bastato, e così ieri sera è stato ospite a Ballarò, dove sapeva che non avrebbe trovato tappeti rossi ad attenderlo e infatti nessuno gli ha risparmiato nulla e lui ha spiegato con calma le sue ragioni, senza interrompere chi lo accusava, senza mai inalberarsi, anzi a tratti pareva che stesse lì lì per piangere.
Nel merito della vicenda saranno i giudici a dire se Bertolaso ha delle colpe o meno (accanto ai molti meriti che in tanti già gli riconoscono), per noi è innocente fino a prova contraria, naturalmente. Ma anche se alla fine dovesse risultare responsabile di ciò che gli viene imputato, bisogna ammettere che il capo della Protezione Civile sta avendo un comportamento signorile, che di questi tempi è assoluta rarità.



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