No tav/ Caselli: non replico a Grillo, è imputato a Torino
Il Procuratore di Torino, Gian Carlo Caselli, non replica a Beppe Grillo "perchè - spiega all'Ansa - tutti sanno che è imputato in un procedimento istruito dal mio ufficio" per violazione dei sigilli di una costruzione abusiva in Val di Susa. "Soprattutto - ha aggiunto Caselli - se si tratta di persona che fa finta di non sapere che non è mai il pubblico ministero a determinare l'inizio e la continuazione di una carcerazione, essendo queste decisioni nel nostro ordinamento democratico - ha concluso Caselli - esclusivamente di un giudice terzo".
GRILLO: CASELLI MIGLIORE SPONSOR DEI NO TAV - "Il giudice Caselli è uno di noi. È il miglior sponsor del movimento No Tav. Le sue azioni vanno giudicate per gli effetti. E nessuno più di lui è a fianco dei valsusini. Sta portando il verbo No Tav di città in città, da Milano a Genova con il pretesto della presentazione del suo libro 'Assalto alla giustizià. I No Tav che lo vogliono zittire, come lui ha affermato, sbagliano. Più parla, più la solidarietà per la Val di Susa aumenta in tutta Italia". Così aveva scritto poco prima sul suo blog Beppe Grillo. "Caselli che equipara i No Tav ai camorristi è il miglior spot contro lo sperpero di 23 miliardi di euro per fare un tunnel per un traffico merci inesistente - sottolinea Grillo - Con l'arresto di 26 persone in tutta Italia e la notifica 15 obblighi di dimora prima del processo, Caselli ha creato una pandemia No Tav. A Trento, Macerata, Palermo, Pistoia, Modena, Genova, Bergamo, Milano, i cittadini che non erano ancora informati dello scempio del territorio e di denaro pubblico in Val di Susa ora lo sono". "Se la Procura di Torino ha ritenuto di trattenere in carcere per settimane due donne incensurate, di cui una madre di tre figli, per ragioni come 'concorso moralè, Caselli dovrebbe ricevere la cittadinanza onoraria dai comuni di Chiomonte e di Venaus per aver compattato e indignato decine di migliaia di valsusini e italiani. Onestamente non può fare di più per i No Tav - conclude Beppe Grillo - Ogni libreria d'Italia dovrebbe ospitarlo. Dovrebbe essere ascoltato in religioso silenzio. È l'arma letale a disposizione di Alberto Perino. Chi lo contesta non lo ha capito fino in fondo. Deve poter dire la sua, come ogni cittadino italiano, valsusini compresi. E poter sottolineare dal Brennero a Capo Passero che l'impianto accusatorio per gli arresti riferisce di 'devastante e incontenibile violenza collettiva, preventivamente e strategicamente pianificatà. La criminalità organizzata ai no tav gli fa una s...".



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