Gli interessi di bottega contro Berlusconi
Berlusconi fa bene ad adottare una linea dura nei confronti della UE sulla questioni immigrazione clandestina. Al muso duro faccia seguire i fatti e pianti una grana ai politici-burocratizzati di Bruxelles.
La questione immigrati clandestini, cioè i barconi carichi di merce umana, va trattata con la razionalità di uno stato sovrano, autonomo e non suddito di ideologie e burocraticismi. La pietas è una cosa, le leggi sono altra cosa. Eppure in queste ultime settimane le posizioni strumentali sia della Chiesa cattolica sia, da ultimo, della UE non hanno fatto altro che incentivare il carico strumentale e demagogico delle opposizioni sul Governo italiano.
In particolare nelle ultime due settimane la posizione inusitata di debolezza diplomatica della Chiesa di Roma si è manifestata in modo allarmane sia sulla questione immigrati sia sull’affare Boffo-Avvenire. Le reiterate lamentele sugli immigrati e la solidarietà collosa nei confronti del direttore di Avvenire dovrebbero , fin dalla massima carica istituzionale e religiosa del Vaticano, indurre la diplomazia vaticana a una maggiore discrezione nel prendere posizione su questioni così delicate.
E’ però evidente che nel Vaticano c’è un deficit diplomatico che ha permesso ad una parte del clericalismo di prendere il sopravvento e incappare in una serie di errori e disavventure. Per questo la posizione assunta in prima persona da Silvio Berlusconi nei confronti della UE anticipa una ulteriore, auspicabile offensiva nei confronti delle gerarchie vaticane sia sulla questione immigrati e sia sulla questione “morale”.
Il Presidente del Consiglio farebbe bene ad adottare una posizione molto dura nei confronti della Chiesa ricordando che l’immoralità sta nel commercio umano e nello sfruttamento della povertà che si concretizza nel traffico di clandestini per mare. La pretesa, perché tale è, della Chiesa di voler condizionare uno stato sovrano a farsi carico dei barconi e dei suoi occupati chiudendo un occhio sulla realtà criminale e immorale del fenomeno è vera e propria mafia culturale che fa da sponda alle posizioni irresponsabili della drink-politica europea.
A dire la verità fa veramente pena vedere un’istituzione così importante come la Chiesa e una laica come la UE condurre un’offensiva cieca e pregiudiziale nei confronti di chi, come il Governo italiano fino ad oggi non ha nulla da rimproverarsi. Per questo non credo nemmeno a una becera lotta politica bensì sono propenso a pensare a bassi interessi di bottega.
Pasquale Della Torca



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