Treviso, 1200 euro al giorno dalle escort in strada. Donna a capo del giro di prostituzione

Da vittima a carnefice. Un passato da lucciola, le conoscenze giuste tra gli albanesi che gestiscono i giri di prostituzione nella zona di Treviso e la capacità di far fare ciò che voleva al compagno, all'ex marito e alle ragazze che di volta in volta reclutava in patria. Si chiama Tinculeana Duman, ha 41anni ed è il capo indiscusso dell'organizzazione che assoldava in Romania giovanissime e bellissime ragazze. Era lei, secondo la vicenda raccontata dal Corriere Veneto, a gestire in ogni minimo dettaglio il giro di prostituzione a doppio turno: di giorno in appartamento e di notte su strada. Al punto da controllare, anche via telefono quando si trovava in patria, gli appuntamenti privati che le ragazze potevano fissare solo dopo la sua approvazione.
Un ruolo che ha trovato conferma nel corso delle perquisizioni nell'appartamento-bordello di Strada Ghirada, dove gli agenti della squadra mobile guidati da Roberto Della Rocca hanno trovato sette mila euro in contanti e un block notes che, su ordinate colonne riportava gli introiti delle due voci di ricavo: «Camera» e "Strada". Fiumi di denaro che, a parte i pochi spiccioli lasciati alle ragazze, finivano direttamente in Romania via money transfert: "Soldi che, probabilmente venivano poi reinvestiti - spiega Della Rocca -. La Duman agiva in zona almeno dal 2003 e che questo sistema rodato con ragazze impiegate sia in appartamento che in strada, andava avanti almeno da 4-5 anni".
L'organizzazione gestiva due ragazze alla volta, con entrate di oltre 1.200 al giorno che consentivano al terzetto una vita agiata, come confermato dalla 41enne che, anche per brevi spostamenti, usava sempre il taxi. Fino all'altro giorno quando per lei e il compagno si sono aperte le porte del carcere. Ai domiciliari è finito invece l'ex marito che si occupava di pubblicare sui giornali gli annunci con le foto delle squillo.
ALTRO GIRO A BARI - Ma non è l'unico caso in Italia. Scendendo più a sud, nella provincia di Bari, è stato sgominato un altro giro di prostituzione.Qui le ragazze venivano trattate come vere schiave. Le prestazioni di prostitute in albergo venivano pagate dai clienti anche 120-130 euro. Nella maggior parte dei casi, però, i contatti con le prostitute venivano gestiti on line, in modo tale che i clienti potessero scegliere la ragazza preferita (ritratta nuda e in posizioni osé) e anche il posto in cui incontrarla (preferibilmente un albergo).
Ma la compravendita di una prostituta rendeva al suo "proprietario" sui 10mila euro. Quello sgominato ieri mattina dai carabinieri del comando di Bari tra Andria e Barletta, era un traffico di esseri umani, prima ancora che un giro di sfruttamento, favoreggiamento e induzione alla prostituzione diffuso tra Andria, Barletta, Trani, Corato, Modugno e Palo del Colle. Per la precisione a essere sfruttate erano donne, anche minorenni, quasi sempre dell'Est Europa che arrivavano in Italia, in particolare a Milano, e di lì smistate in tutte le regioni. Poi venivano fatte prostituire per strada, principalmente lungo la ex statale 98 nel Nord Barese, in albergo o strutture private.
A gestire il traffico erano due andriesi, il 40enne Salvatore Agresti e il 42enne Riccardo Del Zio, aiutati dalle loro giovani conviventi rumene, Manuela Ionela Nitu e Roxana Gratiela Gheorghe, che gestivano il sito internet per i contatti tra i clienti e le ragazze. Ad aiutarli c'erano gli andriesi Nicola Sgarra e Giovanni Tota, i barlettani Vincenzo Gorgoglione, Antonio Petruzzelli e Nicola Conteduca, ma anche dei rumeni. Dei tre colpiti da ordine di arresto, ieri, i carabinieri sono riusciti ad arrestare solo il 28enne Stefan Dumitrescu, residente ad Andria. Le accuse contestate ai 12 indagati dal pm Francesco Cavone della Dda di Bari - che è stato aiutato nelle indagini dal pm Marco d'Agostino della procura di Trani - sono, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento, induzione e sfruttamento della prostituzione (anche minorile), alla riduzione alla schiavitù e alla tratta degli esseri umani. L'inchiesta è nata, quasi per caso, nell'agosto del 2008, da una denuncia per rapina subita da una prostituta rumena.



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