Giovani/ Bullismo e cyberbullismo, i teenegers trovano appagamento nella violenza
Baby bulli, cyberbulli e chi più ne ha più ne metta. Quella dei ragazzi di oggi è la generazione di ragazzi che pubblicano su you tube i video in cui picchiano amici più deboli, che inviano alla loro "tribe" ripetutamente sms intimidatori o di scherno, che rubano foto scattate con il telefonino e le diffondono senza nemmeno la consapevolezza di violare l’altrui privacy. E c'è chi dalla strada passa al web o al contrario chi dalle violenze e alle molestie on line passa a quelle di strada, fatte di botte e ricatti.
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Una cosa è certa però. Ai bulli la violenza piace proprio. Ma non solo. Chi fa il bulletto trova in questa pratica soddisfazione e appagamento. O almeno così è quanto emerge dal primo studio sul cervello di giovani classificabili come bulli e coetanei senza il disturbo di condotta.
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E le vittime? Loro invece restano colpiti dal dolore procurato dai bulletti ed empatizzano questa sofferenza senza poter far nulla. Anzi, rimango succubi dei loro aggressori anche quando la violenza è stata denunciata.



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