Calci in faccia al gioielliere. Rapina-choc a Venezia, presa "banda dei giostrai"
Operazione della Polizia di Stato di Venezia che ha eseguito 13 ordinanze di custodia, di cui nove in carcere e quattro ai domiciliari su richiesta dalla Procura della Repubblica nei confronti di soggetti appartenenti all'ambiente dei giostrai. Per tutti, l'accusa e' di associazione a delinquere finalizzata a rapine in particolare in gioiellerie e banche, furto e ricettazione, porto abusivo d'arma. In totale, i colpi messi a segno dal gruppo sono stati 22 avvenuti in diverse province venete. La banda agiva fra Venezia, Padova, Vicenza, Verona giungendo fino in Toscana. Una delle ultime rapine infatti, e' stata commessa ad Arezzo, nell'area dell'ospedale, dove la banda ha derubato dell'incasso una dipendente di un laboratorio di analisi.
L'indagine e' partita nell'agosto scorso dopo una rapina messa a segno Jesolo lido ai danni di una gioielleria dove il gruppo ha rubato gioielli e orologi per un valore di 450mila euro. Le indagini hanno consentito di identificare le caratteristiche della banda, articolata su base parentale, con gli adulti organizzatori, i piu' giovani esecutori materiali dei colpi e le donne con un ruolo di porta-ordini incaricate anche di investire il provento in conti correnti. Ulteriori particolari si potranno avere in una conferenza stampa che si terra' alle ore 10 in Questura a Venezia. L'operazione di questa mattina e' stata eseguita da oltre un centinaio di agenti.
La banda dei "giostrai", storico gruppo criminale, trae origine gia' dalle gesta del bandito Felice Maniero negli anni Settanta-Ottanta. In occasione del colpo piu' eclatante da cui e' partita l'inchiesta, quello dell'agosto scorso ai danni della gioielleria di Jesolo, i due rapinatori entrati nel negozio razziando orologi di valore e gioielli avevano picchiato il titolare senza pieta' mandandolo all'ospedale. In quel caso,la polizia aveva pensato subito a professionisti, in particolare ai famigerati giostrai veneti che da decenni imperversano sul territorio tra rapine e razzie spesso accompagnate da atti di violenza. L'attenzione degli investigatori si e' concentrata su una famiglia residente in provincia e le indagini hanno presto portato a una pista precisa portando allo scoperto una vasta organizzazione specializzata in colpi in gioiellerie e banche del Nord.
Secondo le prime informazioni, i giostrai non usavano telefoni cellulari e affidavano tutti i ruoli di collegamento alle donne del gruppo che avevano anche il compito di raccogliere il denaro e versarlo in conti correnti nuovi. Si parla di circa un milione di euro, almeno negli ultimi mesi in cui si e' svolta l'indagine della polizia veneziana.
VIOLENZA GRATUITA E COLPI A RIPETIZIONE - La telecamera mostra immagini senza sconti: due rapinatori che aggrediscono il titolare della gioielleria "Pendini" di Jesolo (Venezia) e lo picchiano fino a mandarlo in gravi condizioni all'ospedale. Bottino in orologi Rolex e gioielli per circa 450 mila euro. Era l'agosto del 2010, quando un piccolo commando dela banda dei giostrai sgominata dalla Squadra Mobile di Venezia con 13 arresti effettuati nelle ultime ore, metteva a segno uno dei suoi colpi piu' impressionanti.
Violenza e avidita', nessuna pieta' per le vittime: tracce, indizi veri e propri che hanno portato gli agenti della Mobile veneziana guidata da Marco Odorisio ad individuare la firma dei giostrai. I sospetti, come hanno spiegato oggi gli inquirenti al termine dell'operazione, hanno portato al nome di Natalino Bottega, pluripregiudicato della provincia veneziana, giostraio e componente di una famiglia ben conosciuta dalle forze dell'ordine. Presto e' emersa una vera e propria organizzazione criminale a cui la Procura di Venezia fa risalire ben 17 rapine, tra 2010 e 2011, messe a segno in gioiellerie, negozi e banche del Nord, soprattutto del Veneto. La tecnica e' sempre quella dell'aggressione violenta. I basisti dei colpi sono tutti giostrai sparsi sul territorio.
Le donne del gruppo fungono da portaordini: bandite le conversazioni al cellulare per eviare intercettazioni. Le stesse donne raccolgono i soldi e li versano in banca. Tredici gli arresti, ecco i nomi: Stefano Cervellin, residente a Bassano del Grappa (Vicenza); Natalino Bottega, residente a San Dona' Di Piave (Venezia); Charly Dell'Innocenti, residente a Camposampiero (Padova); Diego Dell'Innocenti, residente a Piove Di Sacco (Padova); Teddy Vivian, residente a Padova; Bruno Ciarelli, residente a Noventa Padovana (Padova); Mattia Tacchi, residente a Verona, di fatto senza fissa dimora; Massimo Viviani, residente a Villafranca di Verona; Morena Massaroni, residente a San Dona' Di Piave (Venezia); Eros Dalla Santa Casa, residente a Mestre (Venezia) Maila Vivian, residente a Camposampiero (Padova); Evelin Dell'Innocenti, residente a Rosa' (Vicenza); infine un ultimo indagato di cui non e' stato fornito il nome.


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