Zara, Ikea e "divertimento". La rivoluzione della società low cost
Crescere un figlio low cost si può. Curarsi risparmiando, anche. Così come viaggiare (ma questo ormai si fa da tanti anni) e mettere su casa low cost. Nella giornata mondiale del risparmio e nel giorno in cui Novella pubblica le immagini di Veronica Lario che fa shopping all'Ikea, Affaritaliani.it indaga su come è cambiata la società con l"ingresso" del low cost nel vocabolario. La novità assoluta è certamente il settore sanitario, il più dolente per gli italiani. Oltre cinque milioni hanno ammesso di aver avuto difficoltà ad accedere alle cure di cui avevano bisogno. La crisi ha aumentato questa tendenza, ed è per questo che il settore low cost per le cure inizia a crescere. 
E il rapporto di Assolowcost, l'associazione che riunisce aziende e strutture di servizi che s'impegnano ad abbassare i costi mantenendo alta la qualità. "Fino al 30 per cento", secondo il dossier che verrà presentato oggi."Una famiglia media , formata da quattro persone, - si legge nello studio - spende in cure sanitarie circa 113 euro al mese, di cui 37 solo in farmaci. Adottando modelli low cost, tale spesa scenderebbe di circa il 30 per cento e la spesa per i farmaci si ferma a 25". Ma la realtà è un'altra, secondo Vanni Codeluppi, sociologo dei Consumi all'università di Modena e uno dei massimi esperti in materia. La realtà è che il low cost sta cambiando il mondo, la società. E' un nuovo modo di pensare. Affaritaliani.it lo ha intervistato per cercare di capire come e perché il low cost sta invadendo tutti gli aspetti della vita, dalla moda alla casa alle cure.
Il low cost è una moda o chi cerca di risparmiare lo fa per vera necessità?
"No, non è una moda se intendiamo un fenomeno molto attuale che è destinato ad esaurirsi. Il low cost è un vero cambiamento culturale di lungo termine. Non è nato con la crisi di cui sentiamo ancora gli effetti. E' un modello nato da diversi anni, negli anni novanta. Hanno iniziato le compagnie aeree e poi sono arrivate altre aziende"
Giornata del risparmio. Italiani preoccupati, rinunciano a tutti. Ma non al cellulare
Perché è nato.
"Per rispondere alle esigenze dei consumatori. Ma il low cost non va visto solo come qualcosa che riguarda il basso prezzo. Il concetto è molto più ampio. E' fatto di una qualità, certo non altissima, di una serie di prodotti. Non può paragonarsi al lusso che ha altre caratteristiche, ma il low cost si è integrato stabilmente anche nella vita del consumatore più avanzato proprio perché risponde all'esigenza di comprare con un ottimo rapporto qualità prezzo. Con il low cost, in fondo, si trova sempre quello di cui si ha bisogno"
Chi usa oggi il low cost
"In realtà tutti. La crisi economica non ha fatto altro che accentuare il low cost per i suoi aspetti economici, aumentando i consumatori di fascia più bassa. Ma il low cost è trasversale. Risponde alle esigenze di un consumatore avanzato e sofisticato che può permettersi di comprare tutti i prodotti di lusso che desiderano, o prodotti griffati che hanno elevati costi. Dall'altra parte possono comprare low cost o volare a bassi prezzi.
Quindi mi dà ragione, è un po' una tendenza.
"Direi che è proprio un processo di maturazione del consumatore".
Facciamo un esempio. Sono uscite alcune immagini di Veronica Lario che compra all'Ikea. Bizzarro che l'ex moglie del premier che ha chiesto un assegno di ben 3,5 milioni di euro al mese, si riduca a comprare dei mobili così a basso prezzo come quelli del gruppo svedese
"E' un ottimo esempio di una persona che non ha problemi economici e che usa il low cost. Ma attenzione. Perché il low cost non è solo basso prezzo. E' anche il servizio. Per cui da Ikea si trova un vasto assortimento, la possibilità di personalizzare gli acquisti, di combinarli tra loro. La chiave del successo di Ikea sta proprio nella possibilità che dà al consumatore di "farsi" le cose, fare tutto da sé. Non essere un cliente passivo, ma potersi esprimere in qualche misura nelle sue scelte fino a montarsi le cose autonomamente".
Tante donne dello spettacolo e signore impellicciate comprano da Zara
"Anche Zara è un fantastico esempio di questo cambiamento. Il consumatore trova un grande assortimento, che cambia continuamente. Può acquistare senza sentirsi in colpa più di tanto, visto che i capi non sono tanto impegnativi e costano poco. Fa in modo che si possa stare al passo con la moda a basso prezzo. Oltre che rendere lo shopping una vera e propria attività ludica, giocando con i capi mischiandoli. E' la chiave del successo sta tutta qua. Gratificare la persona con acquisti a basso prezzo, piacevoli, che fanno 'giocare'".
Ma mischiare lusso low cost si può o si deve?
"Io credo sia un altro segno del cambiamento. Pensiamo alla moda, con l'abito Zara e la borsa griffata. Ma anche alla casa, per cui nell'arredamento moderno diventa bello e divertente avere un mobile di design firmato e insieme il pezzo Ikea, sempre esprimendo il proprio gusto".
Crescere i figli low cost, come si fa?
"Si fa perché i bambini sono al passo con l'attualità. I bambini seguono i genitori, che oggi sono portati a mescolare modelli e ad andare in contro a un processo di cambiamento dei consumi. I bambini imparano facilmente ad adattarsi ai nuovi modelli".
E come si fa a curarsi a basso prezzo?
"Il settore delle cure low cost è in grossa evoluzione negli ultimi anni e dà possibilità diverse di risparmiare anche dal medico".
Quanto internet è stato importante nello sviluppo della mentalità low cost?
"Tanto, il cosumatore attraverso il web ha tante possibilità di scelta, di confronto con altri risparmiatori. E' uno strumento prezioso che ha diffuso i modelli low cost. Ma importante è stata anche la rivoluzione consumativa, cioè il passaggio dalla piccola distribuzione alla grande catena, ai centri commerciali, agli outlet".



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