Visitatori al Giglio: turismo dell'orrore o interesse per l'attualità? FORUM

"Il turismo del dolore non risparmia il Giglio", "Boom di curiosi della tragedia", "Morbosità e voyerismo macabro". Da giorni è iniziato il pellegrinaggio di turisti che vogliono vedere la Concordia incagliata tra le acque dell'arcipelago toscano e subito i mass media hanno marchiato questo atteggiamento, paragonandolo al flusso di persone che in passato si è scatenato per visitare le villette dell'orrore ad Avetrana, a Novi Ligure, a Perugia.
Armati di macchine fotografiche e videocamere, i visitatori stanno intasando gli imbarchi di Porto Santo Stefano: sabato sono state 1.080 le persone che hanno preso un traghetto per raggiungere l'isola del Giglio. Un fatto eccezionale per un sabato invernale, senza dubbio.
Però c'è una sottile differenza che i mass media non hanno colto. E' ben diverso andare a fotografare la casa di Avetrana piuttosto che la Concordia incagliata al Giglio: nel primo caso siamo di fronte a un delitto assolutamente privato, nel secondo, invece, a una tragedia che rimarrà nella memoria e nell'immaginario collettivo, come il naufragio del Titanic o dell'Andrea Doria. Quella della Costa è un disastro che tocca le vacanze degli italiani (per chi è andato o vorrebbe andare in crociera) e il patrimonio ambientale e naturale del loro Paese (per il rischio ambientale per l'arcipelago toscano, anche quello tra l'altro meta delle vacanze di molti). L'incidente della Costa Crociere ha una ricaduta sociale e epocale che l'omicidio di Sarah Scazzi non ha. Visitare il Giglio non è spiare dal buco della serratura di una villetta, ma è sentirsi in qualche modo testimoni della storia e dell'attualità.
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