Giappone, altissimo il rischio tumori. Parla l'esperto: "Il plutonio? Dannoso per migliaia di anni"

Mercoledì, 30 marzo 2011 - 19:40:00

LA CRONACA

Giappone/ Radiazioni in mare superiori 3355 volte della norma. Allarme a Fukushima 

La situazione in Giappone è tutt'altro che risolta. Mentre Masataka Shimizu, presidente della Tepco, la società che gestisce la centrale nucleare giapponese di Fukushima, è stato ricoverato in ospedale, il tasso di iodio radioattivo nel mare, 300 metri dalla centrale nucleare giapponese di Fukushima, è 3.355 volte superiore al limite di legge. Le radiazioni non sono fermate, e anzi dal Giapppone sono già arrivate in Cina. A preoccupare per gli enormi rischi per la salute sono sopratutto le emissioni di plutonio dalla centrale, che possono causare danni anche "per migliaia di anni. Affaritaliani.it ha intervistato Eugenio Picano, medico cardiologo e direttore dell'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa.

Eugenio Picano Cnr

Cattive notizie dalla centrale di Fukushima. Le autorità giapponesi hanno ammesso la fuoriuscita di plutonio dai reattori. Quali sono i reali rischi per la salute?

"Allo stato delle cose, i rischi per la popolazione italiana sono zero. I rischi per la salute sono concentrati in Giappone e nelle zone attorno alla centrale di Fukushima, dove la radioattività è altissima (equivalente a  migliaia di radiografie del torace all'ora) all' interno di alcuni reattori, con danni alla salute molto probabili per i soccorritori e vigili del fuoco. La radioattività è significativamente aumentata (con dose nell'ordine di qualche centinaia di radiografie del torace al mese) in alcune zone per decine di chilometri di raggio attorno a Fukushima, e rimarrà alta  per settimane e mesi. L'emivita (cioè il tempo necessario per dimezzare la propria radioattività) dello iodio-131 è di 8 giorni, del cesio-137 è di 30 anni, e del plutonio di migliaia di anni. Rimarranno in giro per un bel po', e aria, acqua e terra di quelle zone ne saranno toccate. I rischi della salute sono soprattutto legati allo sviluppo di tumori, e il rischio è tanto maggiore quanto più elevata e protratta l'esposizione. A parità di esposizione, il rischio è maggiore di circa un terzo nella donna rispetto all' uomo, quattro volte superiore al bambino rispetto all'adulto, e massimo in gravidanza. Tra i vari organi, la tiroide rischia di più, perchè lì si concentra lo iodio-131, uno dei principali elementi radioattivi liberati nell'ambiente".

L'alta radioattività è arrivata anche in Cina. Ed è psicosi  anche  in Italia e in Europa. Dobbiamo allarmarci?
"Per noi è appunto una psicosi, cioè una paura irrazionale sganciata dalla realtà dei fatti. Non dobbiamo modificare le nostre abitudini alimentari né tanto meno pensare di assumere farmaci. All'origine della psicosi c'è stata la sensazione di una comunicazione istituzionale poco trasparente e  falsamente rassicurante. Persino il premier giapponese se ne è lamentato, in diretta televisiva, con la Tepco che gestisce l'impianto: se l' informazione non l'ha avuta in tempo reale il primo ministro, come poteva arrivare alla casalinga di Voghera? L'opinione pubblica non si fidava nella Chernobyl paleo-industriale e veterocomunista, e continua a non fidarsi nel democratico e iper-tecnologico Giappone. La psicosi nasce non solo dalla gravità dell'evento, pure catastrofico, ma dall'opacità di una comunicazione all'opinione pubblica percepita come non veritiera e non disinteressata". 

La psicosi riguarda anche, e soprattutto, gli alimenti. In Giappone ci sono già pesci contaminati dallo iodio. Mangiare o no il sushi?
"I nostri ristoranti giapponesi usano materie prime soprattutto italiane, e per quanto riguarda crostacei (come i gamberi) e vegetali (come farina di soia e thè verde) provenienti dal Giappone dopo l' 11 marzo sono in corso controlli a campione dal Ministero della salute.  Questi prodotti comunque coprono segmenti di mercato pari allo 0,1 % del mercato italiano di settore".

Che cosa mangiare e che cosa evitare a fronte della radioattività? 
"In questo momento per gli italiani non c'è motivo di modificare in alcun modo le proprie abitudini alimentari. Diversa la situazione in Giappone, dove la popolazione è stata giustamente invitata a evitare il latte (dove si concentra iodio-131, dannoso per la tiroide), i vegetali (spinaci, broccoli, cavoli,dove si deposita e si concentra il cesio-137), e il pescato del Pacifico (dove i contaminanti radioattivi sono stati ritrovati nell'acqua e nei pesci)".

Benedetta Sangirardi

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