Giallo a Yale, uno studente nel mirino

Martedì, 15 settembre 2009 - 12:15:00

annie b
Annie Le
C'e' un sospettato per l'omicidio di Yale. La polizia sta torchiando uno studente che potrebbe essere l'assassino di Annie Le, la ricercatrice il cui corpo è stato trovato, cinque giorni dopo la sua scomparsa, in un intercapedine di un laboratorio della facoltà di Medicina. Si tratta di uno studente che, secondo l'emittente Nbc, presenta ferite da difesa e non ha superato il test della macchina della verita'. La 24enne figlia di immigrati vietnamiti era scomparsa l'8 settembre, cinque giorni prima della data fissata per il suo matrimonio. Il cadavere p stato trovato in un seminterrato della prestigiosa università del Connecticut. Le ultime immagini delle telecamere di sicurezza avevano ripreso Annie mentre entrava in un laboratorio.

Con il suo tesserino magnetico aveva registrato l'ingresso, ma non l'uscita. La ragazza avrebbe dovuto sposarsi domenica con Jonathan Widawsky, uno studente laureato alla Columbia University di New York. A dare notizia del ritrovamento del cadavere al numero 10 di Amistad Street è stato lo stesso rettore di Yale, Richard Levin, con una e-mail ai docenti. Gli investigatori hanno esaminato i video delle numerose telecamere di sicurezza specie per capire chi abbia avuto accesso al seminterrato intorno all'orario della scomparsa della giovane ricercatrice. Martha Highsmith, responsabile per la sicurezza nel campus, ha gia' fatto sapere che l'accesso a tute le stanze e ai laboratori nell'edificio e' controllato digitalmente e Robert Alpern, preside della facolta' di medicina, ha sottolineato che quello al seminterrato - dove vengono condotti gli esperimenti sugli animali - e' limitato a poche persone in possesso di una tessera di identificazione magnetica.

Yale Annie Le
Annie ripresa dalla telecamera dell'università

Le ricerche riguardano anche la spazzatura portata via nei giorni scorsi dal laboratorio: decine di agenti hanno rivoltato quintali di immondizia portata da Yale in una discarica. A complicare la vicenda ci sono due elementi: il ritrovamento in una controsoffittatura del laboratorio di indumenti sporchi di sangue e che non appartenevano alla Le, e l'allarme antincendio che scatto' alle 12,40 del giorno della scomparsa della giovane. L'edificio fu sgomberato in fretta, ma si scopri' poi che l'allarme era scattato per una fuga di vapore da una cappa, un incidente che - dicono oggi gli inquirenti - potrebbe essere stati causato intenzionalmente da qualcuno che voleva coprirsi la fuga.



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