Treviso, 2 proiettili al caporeparto. Esecuzione nel piazzale dell'azienda

Un'esecuzione. Questa è stata la fine di Emanuele Simonetto, 50 anni, caporeparto trevigiano. La sua morte è un vero giallo. L'uomo, incensurato, è stato ucciso ieri sera con due colpi di pistola mentre si stava allontanando in auto dall'azienda, nella zona industriale di Pieve di Soligo. Da una prima ricostruzione fatta dai carabinieri di Pieve di Soligo emerge chiaro che si è trattato di un'esecuzione. Chi l'ha ucciso conosceva bene le sue abitudini e sapeva che era l'ultimo a lasciare la Mistral, una ditta specializzata nella verniciatura di mobili.
Simonetto, infatti, dopo essersi assicurato che tutto fosse in ordine, ha chiuso l'azienda, è salito sulla sua Opel Astra e stava per varcare il cancello quando si è trovato sbarrata la strada dal suo assassino. L'uomo ha sparato due, forse tre colpi (non è escluso che un'ogiva si sia conficcata nel cruscotto dell'auto): il primo ha bucato il parabrezza raggiungendo il bersaglio al torace. Nonostante fosse ferito, quest'ultimo è uscito dall'auto tentando di fuggire, ma è stato raggiunto e colpito nuovamente da un secondo colpo di pistola ad un fianco. I carabinieri, coordinati dal col. Gianfranco Lusito, lo hanno trovato disteso sull'asfalto, quasi dietro la ruota posteriore dell'auto, che aveva ancora la portiere del lato guida aperta, e ferma al centro del piazzale dell'azienda.
L'unico testimone è un operaio di una ditta accanto alla Mistral che, intorno alle 19, ha sentito distintamente dei colpi secchi che, in un primo momento, ha pensato fossero petardi, ma quando si è affacciato alla finestra ha visto il corpo di un uomo a terra. L'operaio non avrebbe visto nessuno e nemmeno avrebbe udito un'auto allontanarsi. Nella zona industriale, a quell'ora, la maggior parte delle ditte sono già chiuse. I carabinieri per tutta la sera hanno sentito amici, familiari e colleghi della vittima e ritengono che l'omicidio possa essere maturato nell'ambito della vita privata del caporeparto, divorziato da una decina d'anni e con alle spalle più di un rapporto sentimentale. Non sarebbero emersi, al momento, tensioni nell'ambiente di lavoro e tantomeno fatti significativi dal indirizzare l'Arma verso una pista precisa. Il pm trevigiano Giovanni Valmassoi ha già disposto l'autopsia. Nel frattempo il corpo è stato portato all'obitorio di Treviso.
SI SCAVA NEL PASSATO DELLA VITTIMA - Indagini a tutto campo da parte dei carabinieri sul misterioso omicidio di Emanuele Simonetto, 49 anni, caporeparto della Mistral che produce mobili a Pieve di Soligo (Treviso) e originario di Farra di Soligo. Una fredda esecuzione in stile mafioso, avvenuta nella serata di ieri nel parcheggio dell'azienda dove lavorava Simonetto. L'unica chiave finora e' quella di scavare nel passato del caporeparto, uomo irreprensibile, discreto e insospettabile, come dicono tutti, che e' stato letteralmente freddato da tre colpi di pistola esplosi contro la macchina, un'Opel Astra. Una giornata come le altre, come ricostruito dagli investigatori coordinati dal sostituto procuratore di Treviso Valmassoi: Simonetto aveva salutato i suoi operai, una ventina in tutto, poi aveva sbrigato le ultime pratiche a fine turno. Si era quindi diretto al parceggio per prendere la macchina. Dopo aver percorso in auto una quindicina di metri per uscire dal parcheggio, e' arrivato il primo colpo sul parabrezza: Simonetto ha inchiodato, e' uscito di corsa, altri due colpi lo hanno freddato sull'asfalto. I colpi di pistola sono stati sentiti da un imprenditore nelle vicinanze della Mistral, Udillo Sech, che ha trovato il corpo del caporeparto riverso a terra nel parcheggio e ha dato l'allarme. Sconvolti e increduli i colleghi di Simonetto, nessuno sa spiegarsi il perche' del grave episodio. Simonetto, separato dalla moglie, viveva solo e ha un figlio di 20 anni che vive a Nervesa della Battaglia. Al momento il movente del delitto sembra inspiegabile, i colleghi dipingono il caporeparto come persona irreprensibile e buona, "uno di noi", hanno assicurato ai carabinieri. Nessuna traccia dell'assassino.


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