Gemonio: due bombe esplodono davanti alla sede della Lega Nord

Mercoledì, 29 dicembre 2010 - 15:00:00

Sono esplosi due ordigni artigianali, probabilmente due bombe carta, questa notte alle 3 davanti alla porta della sede della Lega Nord in via Marsala 1 a Gemonio (Varese), paese dove risiede Umberto Bossi. La casa del leader del Carroccio dista solo 100 metri dal luogo dell'attentato. A quell'ora, Umberto Bossi era rientrato a casa di ritorno dalla 'Berghem Frecc', tradizionale festa della Lega Nord di Villa D'Ogna, nel Bergamasco, dove aveva tenuto un comizio e si era trattenuto fino a tardi per le selezioni di Miss Padania.

Secondo una prima stima, i danni dell'attentato di stanotte contro la sede della Lega Nord di Gemonio, nel Varesotto, ammonterebbero a oltre duemila euro. La deflagrazione di due petardi ha distrutto tre vetrine, due esterne e una dietro al portoncino d'ingresso della sede di via Marsala. Anche il portone d'ingresso ha subito danni. All'interno del trilocale sono stati danneggiati tre quadri che ritraggono militanti leghisti insieme a esponenti di rilievo del Carroccio. Secondo il racconto di coloro che abitano al piano superiore della palazzina, l'esplosione si e' verificata attorno alle 2.50. Sembra che i due petardi siano stati collocati tra una vetrata e una saracinesca. In una tenda bianca dell'ingresso principale e' ben visibile un buco dal diametro di circa 20 centimetri. Infranti anche i vetri di una finestra di un'abitazione situata di fronte alla sede della Lega. Gli investigatori, Digos e Carabinieri, sono rimasti tutta notte per i rilievi scientifici e stanno ora analizzando la scritta 'Antifa secondo atto' vergata in stampatello e con vernice nera su un muro esterno, parole gia' coperte con alcuni manifesti della Lega. Acquisite anche le immagini delle diverse telecamere collocate in zona. Attorno alle 9.30 di stamani il figlio di Umberto Bossi, Roberto, ha preso contatti con i responsabili organizzativi della sezione.

LA RIVENDICAZIONE - L'onda d'urto degli ordigni, realizzati con polvere nera compressa, ha provocato danni al portone, mandato in frantumi i vetri delle finestre e distrutto parte degli arredi interni ma non ha provocato feriti. Sul muro è apparsa una scritta con vernice spray «Antifa secondo atto» che rivendica l’azione di membri dell’area anarchica vicino ai centri sociali, spiegano gli investigatori. «Dagli involucri rimasti a terra - spiega la polizia - sembra si tratti di petardi, non di ordigni», messi comunque "a scopo intimidatorio", che hanno infranto i vetri di due vetrine. Sono in corso gli esami dei filmati delle telecamere per utili indizi. Sul posto stanotte sono intervenuti i carabinieri. Indaga anche la Digos di Varese.

IL SEGRETARIO- La Lega non ha paura e certo non si farà si farà intimorire da «due petardi» ha detto il segretario provinciale della Lega Nord di Varese, Stefano Candiani. Si tratta - ha commentato - di «un gesto del quale non intendiamo in alcun modo raccogliere la sua espressione intimidatoria». «Non sono certo questi atti a farci paura - ha aggiunto - I nostri volontari stanno già provvedendo a sostituire le vetrate e presto riprenderà tutto come prima». «È evidente che diamo fastidio e questi sono i risultati - ha concluso - Noi continueremo per la nostra strada senza farci intimorire da due petardi». IL PRECEDENTE - Non è la prima volta che Gemonio, un paese di circa 2.800 abitanti tra i cui cittadini celebri, oltre a Bossi, figura anche l'attore Renato Pozzetto, che vi trascorse l'adolescenza, e Matteo Contini, difensore classe 1980 che milita nel Real Zaragoza, vede atti di vandalismo o attentati contro obiettivi leghisti. La notte tra il 2 e il 3 dicembre del 2006 ignoti dettero fuoco allo zerbino di casa Bossi. L'incendio fu di modesta entità. Il leader della Lega non era in casa. Nella notte tra il 24 e il 25 febbraio del 2007 ignoti tentarono di incendiare il portone della sede della Lega di Gemonio, tra via Marsala e via Jemoli. Il tentativo fallì: gli aspiranti piromani avevano utilizzato uno straccio imbevuto di liquido infiammabile. All'alba di domenica 4 gennaio del 2009 si verificò un episodio simile. Ignoti appiccarono il fuoco allo stesso portone, sempre utilizzando uno straccio imbevuto di liquido infiammabile. Il portone prese fuoco in parte, rimanendo annerito dalle fiamme. Su un muro in via Verbano, nei pressi della casa del leader leghista, apparve una scritta minacciosa («A morte Bossi + secessionisti»).

BONI- La Lega Nord, nonostante i due ordigni esplosi la scorsa notte davanti alla sede di Gemonio, 50 metri dalla casa del leader Umberto Bossi, proseguira' le proprie riforme di modello dello Stato. Se ne e' detto convinto il presidente del Consiglio regionale lombardo, Davide Boni. "Non saranno certo le intimidazioni di quattro teppisti o scavezzacolli a fermare quelle riforme di modello dello Stato che la Lega Nord sta conseguendo", ha detto. Si tratta "di bravate di quattro soggetti allergici al lavoro" ha aggiunto nel dare "piena solidarieta' a tutta la sezione della Lega Nord di Gemonio".

GELMINI- "Esprimo la mia piena solidarietà alla Lega Nord e al suo leader Umberto Bossi per il tentativo di intimidazione della scorsa notte contro la sede di Gemonio. Non saranno questi gesti vili a frenare l'impegno riformatore della Lega per rendere il Paese piu' moderno e competitivo". Cosi' in una nota il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, commenta la notizia delle esplosioni davanti alla sede del Carroccio a Gemonio.

GASPARRI- "Nell'esprimere piena solidarietà alla Lega per l'attentato subito, registro con preoccupazione la irresponsabile sottovalutazione da parte degli organi di informazione e da parte della magistratura per l'allarme che ho lanciato nei giorni scorsi. Altri, in altri tempi, sottovalutando quanto avveniva intorno a loro, contribuirono ad impedire che il terrorismo si consolidasse. Non si ripeta lo stesso errore. Alzare la guardia e' un dovere a tutela della liberta'. Saranno pure petardi, ma e' bene non ignorare nessun segnale di allarme". Lo afferma il Presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri.
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