Gemelline, molti avvistamenti nel comasco
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L'avvistamento sarebbe avvenuto in centro Como anche se lo stesso uomo che si e' recato in Questura parlando direttamente con il capo della Mobile, Giuseppe Schettino, ha detto chiaramente di non essere certo che fossero loro ma che la sua e' solo un'impressione. In queste ore la Squadra Mobile sta vagliando anche le altre segnalazioni arrivate tra l'altra sera e queste ultime ore, quattro complessivamente e che vengono tutte prese in considerazione seppur con molta prudenza fino a quando non si avranno riscontri oggettivi.
LA CRONACA DEGLI ULTIMI GIORNI
Un giallo perfetto. Scritto da una mente diabolica, messo a punto con la precisione degna di un ingegnere svizzero. La polizia di Friborgo sta cercando una donna che potrebbe essere legata al caso della scomparsa delle gemelline svizzere, Livia e Alessia. Si tratta di Katia Iritano, 27enne di Bubenberg, scomparsa a gennaio. Potrebbe essere lei la donna vista in compagnia del padre delle bambine, Matthias Schepp e delle piccole poco prima del suicidio dell'uomo e della loro sparizione. La giovane sarebbe stata vista con padre e figlie anche nel Comasco.

Katia Iritano, la donna svizzera vista con Shepp
Katia Iritano risulta scomparsa dal 25 gennaio. Corporatura snella, 170cm, occhi castani, capelli castano medio lunghi. L'ultima volta che è stata vista indossava una giacca e pantaloni da montagna scuri e portava un sacco da montagna. Parla italiano e francese. Chiunque avesse sue notizie è pregato di chiamare la Polizia di Friborgo al Tel: 026 305 17 17. Se venisse trovata potrebbe contribuire a risolvere il mistero della sparizione delle piccole.
DUE TESTIMONI LI HANNO VISTI INSIEME- Intanto, dopo i due testimoni del paesino corso di Propriano, altre persone dichiarano a Chi l'ha visto di aver notato la donna in compagnia dell'uomo e delle figlie in provincia di Como. Una signora ha telefonato alla trasmissione di RaiTre dicendo di aver visto in un fine settimana di metà gennaio Schepp, le bimbe e la donna in un paese del Comasco, Cantù, vicino ad un negozio di giocattoli. La donna, la cui descrizione corrisponderebbe a quella di Katia Iritano, avrebbe detto alla signora che le piccole erano gemelle.
NON PARLAVANO ITALIANO- Un uomo ha detto che Schepp, la donna e le bimbe un sabato di gennaio si trovavano nel reparto giocattoli del centro commerciale Bennet sempre dello stesso paese, Cantù. "Schepp e la donna – ha detto l’uomo al telefono alla trasmissione – non parlavano italiano, le bimbe portavano gli occhiali e si somigliavano tra loro. Ho solo fatto la riflessione che le bambine non somigliavano affatto alla signora". Irina Lucidi, la vedova di Schepp e madre delle piccole, ha commentato: "Dovrei vedere l’agenda, ma è possibile che in quel periodo Matthias fosse in un fine settimana in compagnia delle due bambine".
PROBABILMENTE MORTE- Uccise e gettate in mare, seppellite qui in Corsica, fatte fuori in Francia. Eliminate addirittura in Svizzera, magari a pochi chilometri dalla casa della madre. «Tutte le ipotesi sono aperte», conferma a fine mattinata il giudice Dellest. «E non si escludono soluzioni sorprendenti». Alza le mani in segno di resa: «Non abbiamo alcuna certezza. Questa storia resta un enigma». Persino che la due bambine non abbiamo mai lasciato la Svizzera? Jacques Dellest guarda il collega di Losanna, Pascal Gillieron. Che annuisce. «Sì, persino che non abbiamo mai lasciato il territorio svizzero».
Alfredo Fabbrocini, l´ostinato capo della squadra Mobile di Foggia che ha partecipato al vertice di Marsiglia, cerca di razionalizzare un giallo in apparenza folle ma guidato da una logica maniacale. Ha messo in fila gli elementi che aveva in mano ed è partito da alcune certezze: «Sappiamo che le due gemelline non sono mai arrivate in Italia. E sappiamo che sull´auto non ci sono tracce dei loro cadaveri».



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