Una lettera di Gelli svela i rapporti tra P2 e massoneria
“Ritengo superfluo commentare tutto quello che è accaduto in Italia dopo la brutale vivisezione della Loggia Massonica ‘Propaganda n°2’ perché voi tutti ne siete più al corrente di me”. Sono le dichiarazioni che emergono dall’inedita lettera di “messa in sonno” che Licio Gelli inviò al Grande Oriente D’Italia nel 1981 quando scoppiò il caso P/2, dalla quale si evince che la P/2 era una loggia “regolare” del G.O.I. a tutti gli effetti, cosa che la Gran Maestranza dell’Ordine ha sempre negato. “Ho sempre adempito, nella più completa legalità, alle disposizioni che mi erano state impartite – spiega Licio Gelli nella lettera - comprese quelle di natura amministrativa che, secondo gli accordi, ho sempre assolto mensilmente e puntualmente”.
“E’ fuori dubbio che questo sconvolgimento – continua Gelli - è frutto di un’azione e di una volontà politica che hanno sferrato il loro duro attacco contro la ‘P/2’ sia per poter nascondere fatti di così eccezionale gravità da aver bisogno di una gigantesca e turbinosa cortina di fumo per essere occultati e sia perché si temeva che, attraverso la ‘P/2’, tutta la Massoneria italiana stava rafforzandosi essendo ormai noto che negli ultimi anni si era sviluppato un afflusso di proseliti che non solo erano altamente qualificati, ma che appartenevano a determinati settori o militavano in Partiti democratici che non avevano mai aderito all’Idea Massonica”.
La lettera, consegnata dal Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia U.m.s.o.i. Gianfranco Pilloni al mensile “Il Cagliaritano”, distribuito in tutta la Sardegna ed eccezionalmente per questo mese anche nelle edicole di Firenze, Milano e Roma, parla anche di una serie di “favori” che i membri dell’Ordine avrebbero chiesto a Propaganda n°2:“[…] ho commesso un solo errore: quello di aver avuto eccessiva fiducia in certi uomini che erano e sono alla guida del Grande Oriente d’Italia e che, fino a poco tempo fa, non soltanto erano sostenitori della Loggia P/2, ma che da essa, nella medesima parte, si sono rivolti per richiedere normali atti di solidarietà in favore di iscritti ed anche per ottenere l’intervento per questioni di carattere privato”.
Una lettera inedita che “Il Cagliaritano” pubblica a 29 anni dall’inchiesta della Magistratura che portò alla fine della P/2, nella quale Gelli non nasconde il suo sconforto per essere stato “abbandonato” dal Grande Oriente d’Italia: “La Grande Oriente avrebbe dovuto prendere con ogni mezzo a sua disposizione le difese di questi suoi iscritti – continua il “Maestro Venerabile” – la nostra Costituzione stabilisce che i Fratelli devono essere assistiti, quando si trovano ad essere inquisiti dalla Magistratura di un qualsiasi Paese, fino a tanto che non sia stata provata la loro colpevolezza – e aggiunge – Codesta Giunta sapeva perfettamente che la P/2 da oltre un secolo era una loggia ‘coperta’ e non ‘segreta’ ed avrebbe dovuto agire immediatamente e decisamente contro un verdetto errato e iniquo”.
La lettera è inserita all’interno di un’intervista al Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia U.m.s.o.i. Gianfranco Pilloni che, nelle otto pagine a lui dedicate, spiega la vera natura della Massoneria: “Non è una lobby d’affari – spiega Pilloni – La natura della Massoneria e delle sue istituzioni è umanitaria, filosofica e morale. Lascia a ciascuno dei suoi membri la scelta e la responsabilità delle proprie opinioni religiose. Stimola tolleranza. Pratica la giustizia, aiuta i bisognosi, promuove l’amore per il prossimo. E’ apolitica e impone ai suoi membri i doveri di lealtà civica”.
E sul rapporto tra la Massoneria e la Chiesa, il Gran Maestro Pilloni conclude “C’è un rapporto di rispetto assoluto. In Massoneria sono presenti anche dei preti cattolici, che occupano ruoli di rilievo nella Chiesa stessa, preti ortodossi e figure di tutte le religioni. Se si è atei non si viene ammessi in Massoneria”.



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