Gaza, ucciso il volontario italiano: è stato strangolato

Venerdì, 15 aprile 2011 - 13:00:00

È stato ucciso Vittorio Arrigoni, il volontario italiano rapito a Gaza da un gruppo islamico salafita. Il ritrovamento del corpo è avvenuto dopo un blitz condotto dai miliziani di Hamas, il movimento islamico al potere nella Striscia, in un appartamento di Gaza City. Ma è probabile che Arrigoni fosse già morto al momento in cui è avvenuto l'assalto. Il corpo è stato riconosciuto nell'obitorio dello Shifa Hospital a Gaza City. L'operazione si è comunque conclusa con l'arresto di almeno due salafiti, mentre voci non confermate fanno riferimento anche all'uccisione di un terzo.

E' STATO IMPICCATO - Vittorio Arrigoni è stato "impiccato" dai suoi rapitori, i salafiti della Brigata dei Valorosi Compagni del Profeta Mohammed bin Moslima: lo ha riferito l'ufficio stampa di Hamas, il gruppo radicale palestinese che controlla la Striscia di Gaza, sul cui territorio è stato rinvenuto il cadavere del 36enne pacifista e free-lance italiano. In un comunicato il movimento di resistenza islamico ha denunciato "il criminale sequestro e omicidio di un attivista italiano per la solidarieta'" e ha reso noto che il suo corpo è stato "ritrovato dalle forze di sicurezza appeso in una casa abbandonata" nel settore settentrionale dell'enclave palestinese.


Vittorio Arrigoni - Foto tratte da Facebook
LE IMMAGINI

LA MADRE - "Orgogliosa" del figlio, nonostante il dolore lancinante: la madre di Vittorio Arrigoni non ha rinnegato l'impegno di "Vic" a favore di una terra che gli ha dato la morte. "Pensava a far del bene a quella gente, si sentiva palestinese e viveva come loro", ha raccontato Egidia Beretta, che e' anche sindaco di Bulciago. Vittorio sarebbe dovuto rientrare nei prossimi giorni in Italia, anche per visitare il padre malato. A maggio avrebbe anche dovuto partecipare ad una manifestazione in Sicilia, in memoria di Peppino Impastato. "Riteneva la sua vita piu' spendibile di quella di altri", ricorda ancora la signora Beretta che ha avuto conferma dalla Farnesina attorno alle tre di notte della morte del figlio. "All'inizio c'erano segnali positivi, eravamo fiduciosi. Poi invece abbiamo appreso del ritrovamento del suo corpo". E stasera a Bulciago si svolgera' una veglia di preghiera "Non so perche' abbiano scelto Vittorio, non riesco a spiegarmelo", ha raccontato "e' vero che si era esposto in prima persona in questi mesi. Non aveva mai nascosto le sue critiche verso Israele, ma da qui ad essere ucciso in questo modo..". "Vittorio non metteva in conto di morire a Gaza, anche se sapeva che sarebbe potuto succedere". Ha aggiunto, "posso dire che sentiva la morte vicina a se', ma non viveva con questo pensiero fisso. Pensava a fare del bene per quella gente".

IL FILMATO - In un filmato i rapitori minacciavano di uccidere Arrigoni se entro 30 ore, a partire dalle ore 11 locali di stamane (le 10 in Italia), il governo di Hamas non avesse liberato alcuni detenuti salafiti. Arrigoni è stato sequestrato da tre miliziani armati a Gaza City. Il cooperante è stato rapito mentre lasciava il campo di Jerbala con uno dei quadri delle milizie delle Brigate di al-Aqsa. "Ho riconosciuto l'uomo nel video, è un nostro attivista che è entrato e uscito da Gaza molte volte negli ultimi due anni". Così Huwaida Arraf, cofondatrice dell'Ism, conferma che nel video c'è Arrigoni che è uno degli attivisti del Movimento di solidarietà internazionale.

Bendato e con evidenti segni di violenza sul lato destro del volto. Così è apparso Arrigoni, rapito a Gaza da un gruppo islamico salafita, nel video postato su YouTube da 'This is Gaza Voice'. Il volontario italiano, con indosso una maglia nera, sembra avere le mani legate dietro la schiena, mentre qualcuno gli tiene la testa per i capelli. Sul viso, tracce di sangue che partono da sotto la benda nera che gli copre gli occhi. Una musica copre il sonoro del video, mentre in sovraimpressione appare una scritta in inglese che recita: "Il popolo di Gaza si dispiace per quello che questi bigotti hanno fatto a Vittorio. Siamo sicuri che sarà presto libero e salvo".

ECCO IL VIDEO IN CUI IL GRUPPO LO MINACCIA:

Un'intervista recente ad Arrigoni

 

Al termine del filmato scorrono scritte in arabo con la data di oggi in cui si sono accuse contro l'Italia e contro Hamas. Nelle scritte i rapitori accusano Arrigoni di diffondere "i vizi occidentali", il governo italiano di combattere contro i Paesi musulmani e il governo del premier di Hamas Ismail Haniyeh di lottare contro la sharia (la legge religiosa musulmana). Nel messaggio sul video inoltre le scritte in arabo esortano i giovani di Gaza a sollevarsi contro il governo Haniyeh, reo ai loro occhi di gravi ingiustizie.

CHI ERA - Vittorio Arrigoni, 36 anni nativo di Besana Brianza, era arrivato a Gaza nell’agosto del 2008, come inviato de il manifesto, per raccontare il dramma che vivono i palestinesi della striscia di Gaza. In particolare celebre è stata la sua cronaca degli avvenimenti seguenti la nota operazione delle forze armate israeliane denominata «Piombo fuso». In quest'occasione Arrigoni riuscì a mandare i suoi servizi dalla Striscia di Gaza sfruttando i pochi internet point funzionanti. "Vittorio Arrigoni ha iniziato a collaborare con noi mandando pezzi di cronaca sul conflitto a Gaza, dove si trovava come volontario di una ong", riferisce il vicedirettore del manifesto Angelo Mastrandrea. "Pur non essendo un giornalista erano testimonianze in presa diretta - prosegue il vicedirettore del quotidiano - Quando è esploso il conflitto, gli abbiamo chiesto di fare un diario: erano cronache quotidiane molto vissute tanto che poi gli abbiamo proposto di metterle insieme per farci un libro, poi pubblicato, dal titolo 'Restiamo Umani'".

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