Gaudì, dai jeans alla collezione chic. Un simbolo per i giovani. La storia

Giovedì, 19 novembre 2009 - 17:04:00

In tempi di recessione, i talentuosi della moda non hanno perso estro. Disincantati, snobbano il grigio rigore dei vertici economici mondiali. Il fashion-system segue una propria filosofia: siamo entrati nella Casual Age, in cui anche chi ha soldi da spendere gioca al risparmio voltando le spalle alle Maison, dove la première accorre col puntaspilli per pennellare addosso gli abiti (tanto la sollecitudine è già compresa nel prezzo, maggiorato del 300 per cento, comprensivo di campagna pubblicitaria, visual che smonta e rimonta le vetrine identiche in tutte le boutique della catena, cataloghi, persino dvd della sfilata per v.i.p.).

 

Oggi no, oggi ci si diverte a scoprire nuovi stilisti. E volano soltanto i grafici di vendita dei giovani marchi italiani che nel periodo ante-crisi erano considerati emergenti o nuovissimi, perché avevano un fatturato trascurabile. Tra chi si è appropriato della tendenza ci si saluta: "Tu sei già avanti!". Significa che non sei più shopper-alcoholist. Usciti dal tunnel del bisogno di nascondersi dentro una divisa firmata, si pensa come abbinare capi magari costosissimi ad altri very cool ma meno visti. E meno cari. Con un rinnovato interesse per abbigliamento ed accessori realizzati con una lavorazione artigianale (in edizione limitata). Così è nata questa rubrica, che avvicina artigiani, stilisti, imprenditori che vanno per la maggiore.

 

Sono "così avanti" che le taglie della collezione Autunno/Inverno scarseggiano già a metà novembre. Le loro aziende hanno riprodotto tre volte i capi ed esaurito filati, tessuti, pellami, decorazioni. E le clienti vengono accontentate con una nuova produzione, il "flash natalizio". Il tutto, ovviamente, con una forte, galoppante, declinazione on-line. E’ sul web che corre la febbre dell’acquisto. Tutti i nuovi brand si sono dotati di un sito con la collezione in rete e con il numero verde a cui i consumatori possono telefonare per richiedere il proprio “desideratum” introvabile nel negozio più vicino. Chi vuole far acquisti "già avanti" per Natale ha cambiato ritmo: New York insegna che il meglio lo trovi ora. Da metà dicembre ti accontenti di ciò che un'altra prima di te ha lasciato sugli scaffali.

 

LA PRIMA PUNTATA

Dal jeans alla Collezione Chic. Neppure i colossi americani dello sportwear hanno osato tanto. Dev'essere la fantasia Made in Italy che spinge su mercati dove altri non si sono avventurati. L'italianissimo marchio Gaudì da due anni è diventato un simbolo per i giovani. Di pari passo con l'ampliarsi della collezione non bastavano più i punti vendita. Le ragazze navigano sul web, visitato il sito www.gauditrade.com, scorrono i modelli ed annotano i codici di pantaloni, giacconi, cappotti, abiti, borse, cinture, foulard. A questo punto bisognava accontentarle. Sono stati aperti 10 negozi monomarca a: Milano, Torino, Mantova, Reggio Emilia, Catania, due a Palermo, Firenze, Roma. Ed è già prevista un'inaugurazione a Bologna, tra quattro-cinque mesi.

Stefano Bonaccini, 45 anni, di Carpi, a capo di questo impero del casual-chic, ha accolto l'invito del governo ad abbassare i prezzi. I capi della Collezione Autunno/Inverno 2009/2010 e quelli della prossima Primavera/Estate 2010 vanno in vendita ad un prezzo del 30 per cento inferiore a quello di listino.


Qual è, secondo Gaudì, il capo che non deve mancare nell'armadio dei giovani in questa stagione?
"Alle ragazze consiglio tutto ciò che ha guarnizioni in pelo, poiché noi non trattiamo le pellicce, ma il pelo conferisce lo stesso effetto. Maglie, giubbotti, piumini - consiglia Bonaccini -. All'uomo dico di puntare sul casual-ricercato: jeans a vita bassa in seta e cotone nero, chiodo in pelle nero, maglia con collo sciallato ad ampia scollatura e sotto la basica t-shirt bianca".



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E per essere sempre "più avanti", che cosa farà tendenza Gaudì nella primavera 2010?
"Non ho dubbi: la seta. Abbiamo introdotto un lavaggio che a differenza di quelli che conosciamo e siamo abituati a vedere conserva l'aspetto ricco, lucente, fluido al tatto come il camoscio. Consiglio di riempire l'armadio di abiti, microabiti, canotte, camicia. Sarà un quid che farà la differenza, mettibile giorno e sera".

Bonaccini: come ha fatto a costruire il successo del marchio Gaudì in un periodo di crisi economica?
"Avere un successo importante in un mercato sempre competitivo è significativo, anzi tutti i giorni lottiamo poiché in questo campo non hai mai vinto. Abbiamo fatto passaggi giusti, dai jeans (memorabile il modello cinque tasche con i fregi dorati sulle posteriori) all'abbigliamento sino a raggiungere 1500 punti vendita in Italia, e Francia, Germania, Austria, Portogallo".

Prossimo obiettivo?
"Il sud-est asiatico. In particolare, noi puntiamo sull'India. Secondo me, tra 20 anni supererà la Cina come mercato. Lo capisco da come siamo cresciuti, dalla cultura del commercio in risposta alla contrazione dei consumi".

A chi abbina capi di diversi brand, come suggerisce di completare lo stile Gaudì?
"Sicuramente con un accessorio. Il nostro prodotto è acquistato dal 40% di uomini e 60% di donne. Ai primi consiglio una cintura. Alle donne, la borsa è sicuramente il dettaglio che si avvista meglio".

Nuove collezioni. Anticipazioni.
"Nella P/E 2010 tante felpe rosa, da uomo e per la donna. Nessuno ha la verità assoluta, ma facciamo continue ricerche tra New York e Londra, interprentando idee e linee con occhio italiano. I nostri stilisti sono giovanissimi, under 30, poi il loro prodotto viene supervisionato in un briefing di esperti che hanno trascorso più anni a lavorare per il marchio. La tendenza comunque è slim: si torna alle forme strette, al militare, rock, e vintage. Il nostro valore aggiunto solo le linee: vestire bene un corpo con un buon rapporto qualità/prezzo.

Paola Cavallero

 

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